
Totale: 266 risultati.
Sessione d'esame per il conseguimento della patente di abilitazione all'uso dei Gas Tossici
È indetta per l'anno 2025 la sessione autunnale per il conseguimento della patente di abilitazione all'uso dei gas tossici.
Requisiti richiesti:
Il termine per la consegna della domanda di ammissione agli esami è il 15 ottobre 2025
Le domande di ammissione all'esame, reperibili nel sito internet ASL Roma 5 dovranno pervenire, complete di tutta la documentazione richiesta, al seguente indirizzo:
Azienda Sanitaria Locale ROMA 5
Dipartimento di Prevenzione – UOC PSLL
Commissione Gas Tossici
Via Tenuta del Cavaliere 1 – Centro Direzionale B
00012 – Guidonia (RM)
I candidati ammessi saranno informati tramite mail, a cura della Segreteria della Commissione, del giorno e del luogo in cui si svolgeranno le prove d'esame.
06 970 975 37 / 0774 358 90 25
VEDI ANCHE:
PATENTE DI ABILITAZIONE ALL’IMPIEGO DEI GAS TOSSICI - RILASCIO E REVISIONE PATENTE
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| UNITÀ OPERATIVE |
| UOC TUTELA IGIENICO SANITARIA DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE |
| UOSD IGIENE DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE |
| UOSD CENTRO AGROALIMENTARE |
L’EFSA organizza, in collaborazione con l’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e la sicurezza sul lavoro (ANSES), una conferenza scientifica sulla salute delle api vertente sul ruolo della ricerca a supporto della valutazione del rischio.
La conferenza, che si terrà a Parigi il 9 dicembre, si rivolge a un vasto pubblico che comprende apicoltori, ricercatori, responsabili delle decisioni pubbliche e rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei consumatori. Nello specifico i dibatitti verteranno su temi quali:
La giornata si concluderà con una tavola rotonda dal titolo “Apicoltura e agricoltura sostenibili: la necessità di metodi di trattamento alternativi e di una più stretta collaborazione tra apicoltori e agricoltori”.
Maggiori informazioni e dettagli circa le modalità di registrazione sono disponibili qui.
14-15-28-29 Ottobre / 11-12 Novembre 2022
CORSO DI AGGIORNAMENTO ECM 2022
Classificazione funghi tossici e commestibili. Tartufi. Aggiornamento normativo.

Epicentro
Il portale dell'epidemiologiaper la sanità pubblica
a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità
Global status report on alcohol and health 2014

G-START - Governance, Salute, Territorio, Accoglienza per Richiedenti asilo e Titolari di protezione: sperimentazione di un modello
La finalità generale del progetto è garantire la tutela della salute e promuovere percorsi di prevenzione per i Richiedenti asilo e Titolari di Protezione Internazionale (RTPI, con particolare attenzione ai casi di vulnerabilità psico-sociale, migliorando accesso, qualità, efficacia e continuità dell'assistenza socio-sanitaria degli stessi, e promuovendo il ruolo attivo dei RTPI nell'accesso appropriato e consapevole ai servizi.
A tale scopo, G START ha elaborato un modello sperimentale sviluppato dall'Azienda Sanitaria Locale Roma 5 per l’attuazione della Governance Territoriale per l'assistenza socio-sanitaria dei RTPI, attraverso l’attivazione di strumenti di coordinamento (Tavolo Salute e Accoglienza (TASAC) - Comunità di Pratica (CdP) web-based, l’istituzione di servizi di identificazione/presa in carico delle vulnerabilità psico-sociali, la definizione/adozione standard assistenziali e protocolli, l’accesso facilitato degli RTPI ai servizi di prevenzione ASL, la formazione del personale sanitario e degli operatori dell’accoglienza, l’adozione di strumenti di audit e valutazione dell’efficacia dei servizi, l’utilizzo di un sistema informatizzato di raccolta dati a garanzia della continuità assistenziale.
L’impatto è atteso tanto sulla gestione dei servizi sanitari quanto sui singoli operatori socio-sanitari e dell’accoglienza, nonché sugli stessi RTPI, innescando meccanismi con componente di sostenibilità che favoriscano l’esercizio effettivo del diritto alla salute.
APPROFONDIMENTI
Vedi anche gli articoli:
- Tivoli, l’amministrazione comunale supporta il progetto G-START
Progetti dipartimentali 2019
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Profili di salute |
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Scelgo una vita senza fumo |
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Verso la scuola che promuove salute
Il progetto in questione si propone di far aderire la Asl Roma 5 al recentissimo Accordo Stato-Regioni del 17 gennaio 2019 “Indirizzi di “policy” integrate per la Scuola che promuove Salute”, ponendola quale Asl apri-fila nella Regione Lazio nell’ attivare una alleanza stabile Scuola-Asl che possa esitare in vantaggi reciprochi. |
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Comunicare per prevenire HIV e AIDS
Comunicazione e prevenzione HIV rivolta alla popolazione giovanile, popolazione chiave e popolazioni vulnerabili. |
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Tirocinio studenti università italiane e straniere
Il progetto si propone il perfezionamento del programma di tirocinio attualmente svolto per la sola comunità dei Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro per estenderlo alle altre figure professionali che operano nel mondo della Prevenzione: Medici Igienisti, Epidemiologi, Medici del Lavoro, Medici dello Sport, Medici Legali, Veterinari, Fisici, Chimici, Psicologi, Biologi, Assistenti Sanitari, Dietiste, Infermieri, Ostetriche, Ingegneri, Architetti ecc. |
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A scuola di prevenzione
Diffondere la cultura della prevenzione, con particolare riferimento all'area della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra i giovani studenti del nostro territorio, considerando che gli stessi saranno i futuri lavoratori o la futura classe dirigente del paese.
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Vigilanza sulla salute e sicurezza nelle aziende del comparto alimentare
Migliorare la qualità delle attività di vigilanza sulla salute e sicurezza e l’omogeneità della procedure utilizzate nelle aziende del comparto alimentare, mediante l’utilizzo della scheda di accesso e/o altra documentazione analoga* e della scheda di comparto specifica.
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Divulgazione REACH
Il Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento Europeo del Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), pur essendo ad oggi un obiettivo primario di prevenzione nella Comunità Europea ed inserito al punto B13 nella tabella B (Tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati) del DPCM del 12 gennaio 2017 sui LEA, risulta poco conosciuto sia alla popolazione, sia ai diversi stakeholders, sia purtroppo agli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, eccezion fatta per coloro che sono strettamente “addetti ai lavori”. |
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Tutela salute anziani
Il progetto, interpretando la funzione di vigilanza come possibile strumento di conoscenza ed i cui esiti dell’attività, saranno portati al decisore politico e a tutti gli enti coinvolti, darà una visione “allargata” della funzione di vigilanza e controllo, non meramente sanzionatoria, e potrà rappresentare un esempio, tra gli altri, di partecipazione attiva alla governance dei servizi attuata dalla Pubblica Amministrazione. |
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Informatizzazione delle malattie infettive
La conoscenza della realtà epidemiologica dei vari eventi morbosi, anche attraverso l’informazione statistica, costituisce la base dell’intervento di Sanità Pubblica e che da ciò derivano la necessità e l’obbligo di rendere noto all’autorità sanitaria il manifestarsi dei casi di malattie infettive e diffusive pericolose per la sanità pubblica.
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Lotta all'Arbovirosi
Essendosi verificati nel territorio ASL un considerevole numero di casi di Arbovirosi nel corso del 2017, si rende necessario mettere in atto interventi di prevenzione e controllo. |
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OSA a rischio di contaminazione botulinica
Il Botulismo è una rara, ma ad alta letalità, sindrome neuroparalitica provocata dall'azione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. E' sufficiente una quantità pari a 1 *10-&'g di tossina a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni più potenti conosciuti dall'uomo. La nostra ASL è stata coinvolta negli ultimi anni nell'indagine relativa a due casi di botulismo alimentare, di cui uno letale, in cui era emerso un legame sospetto con l'ingestione di olive conservate prodotte presso OSA del territorio. |
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Materiali ed Oggetti a Contatto con gli Alimenti
Il settore dei Materiali e Oggetti destinati al Contatto con gli Alimenti (MOCA) riveste un aspetto importante della filiera alimentare per la possibile cessione, da parte loro, di componenti che possono incidere negativamente sulla sa lute del consumatore o influenzare la qualità degli alimenti.
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Comunicare per prevenire HIV e AIDS
Aumentare l’estensione e l’adesione ai programmi di screening oncologici sono obiettivi del PRP che necessitano di essere perseguiti compiutamente, al fine di determinare il successo dei programmi di screening oncologici.
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Piano controllo Varroatosi
Tra i vari problemi sanitari la varroatosi rappresenta il problema principale anche a causa di una serie di fattori che favoriscono la persistente infestazione degli apiari. Occorre quindi che le attività messe in atto dai singoli apicoltori, come la necessità di effettuare trattamenti profilattici adeguati , non siano tra loro slegate e scoordinate.
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Censimento e gestione colonie feline
Conoscere la realtà, l'ubicazione, la composizione e lo stato di salute dei gatti di una colonia e' fondamentale per la sua gestione comprendente gli interventi di tutela e controllo a partire dalle attività di limitazione delle nascite e riconoscendo alla colonia il ruolo di osservatorio epidemiologico per alcune malattie a carattere zoonosico accertato, quali la toxoplasmosi ed altre, quali la Leishmaniosi ,le strongilosi polmonari, le infezioni da Poxvirus e la giardiasi in corso di approfondimento. |
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Controllo allevamenti equidi da carne
Gli allevamenti di equidi da carne che insistono sul territorio della Asl Roma 5 sono molto numerosi e ultimamente sono stati poco attenzionati dal punto di vista del benessere e della sicurezza alimentare.
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Controllo allevamenti free range volatili e altri animali da cortile
Controllo sanitario allevamenti rurali Free Range di volatili e altri animeli da cortile >250 capi. |
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Mercati sicuri
Implementazione dei Controlli Ufficiali nelle aree mercatali finalizzata al raggiungimento di un sempre più elevato standard igienico-sanitario nel commercio di prodotti alimentari su aree pubbliche.
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Anche i pesci hanno un'etichetta
Al fine di permettere ai consumatori di effettuare scelte informate, è necessario che vengano loro fornite informazioni chiare e complete, tra l'altro, sull'origine e sul metodo di produzione dei prodotti anche per favorire un clima di collaborazione e stima reciproche tra gli OSA, i consumatori finali ed i Dirigenti Veterinari /Tecnici della Prevenzione della ASL Roma 5 che effettuano i controlli ufficiali sulla filiera ittica. |
L’ Influenza
L’influenza è una malattia virale comunissima nel periodo invernale e diffusa in tutto il mondo. I virus responsabili di questa malattia hanno la caratteristica di modificarsi quasi annualmente. Anche se l’influenza in sé sia una malattia di non particolare gravità, alcune categorie di persone, come i bambini, gli adulti con malattie croniche e gli anziani, corrono rischi maggiori di sviluppare particolari complicanze se contraggono la malattia.
L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da virus influenzali, caratterizzata da febbre, che si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, astenia, mialgia, mal di gola, raffreddore, tosse non catarrale e congiuntivite.
L’influenza viene trasmessa per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva e con le secrezioni respiratorie.
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Si comunica che come disposto dal punto 5 del Decreto del Ministero della Salute 11 Agosto 2014 “Approvazione del manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica nazionale”, tutti gli apicoltori devono aggiornare, a mezzo dei propri delegati, il censimento annuale, ovvero la consistenza degli apiari, l’ubicazione e dislocazione degli stessi sulla base delle coordinate geografiche, nel periodo: dal 01 novembre al 31 dicembre del 2019.
Corso di aggiornamento pratica ispettiva funghi secchi. Approfondimento famiglie Amanitaceae ed Entolomataceae.
Richieste di partecipazione entro il 7 aprile 2021

Se sei un genitore parla a tuo figlio dei rischi per la salute dell’alcool. Se pensi che già esista un problema chiedi ad un esperto dei centri per i giovani presenti in ogni azienda sanitaria (SerD e spazio giovani dei consultori) oppure chiama il numero 800.632 000 (ministero Salute).
Se sei in gravidanza rivolgiti al tuo ginecologo di fiducia e comunque NON BERE!!!
Se pensi di avere un problema di dipendenza chiama 800.632 000 (ministero Salute) o gli alcolisti anonimi 800.411 406

OKkio alla Salute - Rapporto aziendale Asl Roma 5 dati 2016
OKkio alla Salute - Rapporto aziendale Asl Roma 5 dati 2014
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1714&area=stiliVita&menu=progetti
http://www.sanochisa.it/sanochisa/
http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/attivita.asp
http://www.usl2.toscana.it/sup/modulistica/igiene/AZADEGAN.pdf
Le infezioni da Papilloma virus
Il Papilloma Virus Umano o HPV è un genere di virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae, è una famiglia formata da più di cento tipi diversi di virus. La gran parte degli HPV provoca lesioni benigne, tipo le verruche che interessano la pelle (di mani, piedi o viso) e i condilomi o papillomi che colpiscono le mucose genitali e orali. La gran parte delle infezioni genitali da HPV retrocede spontaneamente. Una minima quantità invece, se non curata, può sviluppare una forma tumorale.
I diversi tipi di Hpv vengono distinti in tipi ad alto e basso rischio di trasformazione neoplastica.
i tipi oncogeni di Hpv, oltre ad essere responsabili della totalità dei tumori della cervice uterina, sono responsabili di circa il 90% dei tumori dell’ano, 70% dei tumori della vagina, 50% dei tumori del pene e 40% dei tumori della vulva. L’Hpv risulta inoltre responsabile del 26% dei tumori dell’orofaringe.
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Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
| DISTRETTO | INDIRIZZO | ORARIO | RECAPITO |
| Monterotondo |
Via Vulcano 1/e - Monterotondo Scalo (RM) |
Lunedì e Mercoledì 8:30 - 12:30 |
06 900 935 54/ 53 |
| Guidonia / Tivoli | Via Quintino Sella 8 - Villanova di Guidonia (RM) ambulatorio e sportello amministrativo |
Lunedì e Mercoledì 9:00 - 12:00 |
0774 325 540 |
|
Distretto di Guidonia/Tivoli - Via Tenuta del Cavaliere 11 |
Martedì solo su appuntamento |
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | |
| Subiaco |
Largo Mazzini 5 - Subiaco (RM) |
Lunedì 9:30 - 11:30 | 0774 842 58 |
| Palestrina | Via Porta San Martino 42 - Palestrina (RM) ambulatorio e sportello amministrativo |
Martedì 8:30 - 11:30 | 06 953 224 01 |
| Colleferro | Via degli esplosivi 9 - Colleferro (RM) ambulatorio e sportello amministrativo |
Lunedì 9:00 - 10:30 / Giovedì 15:00 - 16:00 (per microchip: previo appuntamento telefonico) |
06 970 976 71/ 75 |
Si comunica che come disposto dal punto 5 del Decreto del Ministero della Salute 11 Agosto 2014 “Approvazione del manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica nazionale”, tutti gli apicoltori devono aggiornare, a mezzo dei propri delegati, il censimento annuale, ovvero la consistenza degli apiari, l’ubicazione e dislocazione degli stessi sulla base delle coordinate geografiche, nel periodo: dal 01 novembre al 31 dicembre del 2019.
17-18 aprile
16-17 ottobre
30-31 ottobre 2020

Seguire semplici abitudini quotidiane:
Le infezioni da Rotavirus
Il rotavirus è un virus altamente contagioso ed è la causa più comune di gastroenterite virale fra i neonati e i bambini sotto i 5 anni. In particolare, nei bambini molto piccoli il virus può causare una diarrea grave con disidratazione.
La principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale, ed è possibile la diffusione per contatto e per via respiratoria.
Il virus può sopravvivere per poche ore sulle mani, ma che può rimanere attivo per giorni sulle superfici dure e asciutte. Di conseguenza può diffondersi facilmente negli ambienti domestici, negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e negli ospedali (ad esempio anche tramite i giocattoli).

Dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis.
Nam neque nunc, bibendum at posuere quis, consequat a ante. Integer dapibus finibus lectus non aliquam.
Il miglioramento degli stili di vita può contribuire a contrastare l’insorgenza nella popolazione delle patologie croniche (tumori, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi articolari, etc.) e ad aumentare il benessere psico-fisico. Il luogo di lavoro rappresenta una situazione favorevole per raggiungere in maniera efficace una parte rilevante della popolazione al fine di migliorarne gli stili di vita, sia attraverso l’informazione sia con l’adozione di buone pratiche aziendali. Contemporaneamente si può incrementare la tutela della salute dei lavoratori anche rispetto all’esposizione a possibili rischi lavorativi. Azioni di promozione della salute possono essere attuate con costi molto contenuti rispetto ai benefici che si possono ottenere.
Il Progetto “In salute in azienda” ha l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari in ambito lavorativo e costruire una rete regionale Workplace Health Promotion (WHP).
Il progetto “In salute in Azienda” comprende attività di promozione della salute che riguardano:
Le aziende che aderiranno al progetto verranno inserite in uno specifico elenco regionale e riconosciute come imprese attivamente impegnate in programmi di promozione della salute nella Regione Lazio.
Alle Aziende é pertanto richiesto di iniziare questo percorso con la compilazione del Questionario WHP Score Card, il quale, oltre ad essere utilizzato per scopi statistici in forma anonima, consente all’Azienda di fare un’autovalutazione utile per la valorizzazione e/o il riorientamento di interventi di promozione della salute già in essere e/o di promuovere, osservare e documentare i cambiamenti sul medio e lungo termine. Il CPSL si rende disponibile per ogni chiarimento in merito.
Inoltre i nostri operatori in relazione alla vostra adesione al progetto, da formalizzare inviando per e-mail l’apposita scheda di adesione, si renderanno disponibili per interventi di tipo informativo e di assistenza metodologica al fine di sostenere la vostra Azienda ed il Medico Competente nello sviluppo delle politiche aziendali e degli interventi di promozione della salute.
Uno studio filogenetico basato sul confronto delle sequenze del gene mitocondriale della citocromo ossidasi I (cox1) di esemplari raccolti in Italia di Vespa velutina, calabrone dalle zampe gialle originario delle aree tropicali e subtropicali del sud-est asiatico, ha permesso di appurare che questi provengono dalla diffusione verso sud di una popolazione stabilitasi in Francia. È quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) in collaborazione con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università di Padova, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Biological Invasions.
Secondo lo studio i 33 esemplari italiani di Vespa velutina – raccolti nel 2012, 2016, 2017 e 2018 – presentano tutti la medesima sequenza del gene mitocondriale cox1, che a sua volta risulta identica a quella di altri esemplari di questo calabrone rinvenuti in Europa e fino ad oggi studiati. Questo risultato ha permesso ai ricercatori di avvalorare l’ipotesi che la recente introduzione di Vespa velutina in Italia non derivi direttamente dai paesi d’origine dell’Asia sud-orientale, ma dalla diffusione di una popolazione che a partire dal 2004 si è stabilita e successivamente diffusa in Francia, e che attualmente si sta muovendo anche verso il nord Europa.
Comprendere gli spostamenti del calabrone asiatico è importante per mettere a punto strategie di sorveglianza e contrasto alla sua diffusione, e tutelare in questo modo la salute delle api e il settore dell’apicoltura. Gli adulti di Vespa velutina sono infatti predatori di un’ampia varietà di artropodi, comprese le api da miele (Apis mellifera), e potrebbero rappresentare una minaccia per gli alveari anche come possibili vettori di virus patogeni.
Un’altra ricerca infatti ha rilevato la presenza di forme replicative del virus della cella reale nera (BQCV) e del virus Kashmir (KBV) in esemplari di Vespa velutina rinvenuti in Italia. L’analisi delle sequenze virali mostra un’elevata percentuale di identità con sequenze di virus rilevate in Europa in Apis mellifera. Considerando l’attività predatoria di Vespa velutina, questa similarità genetica suggerisce che il calabrone asiatico possa contrarre questi virus nutrendosi e nutrendo le sue larve con api da miele infette e avere, di conseguenza, un ruolo nella loro diffusione.
Lo studio, realizzato in collaborazione dall’Università di Pisa, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.
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Elenco ammessi al corso di aggiornamento per Tecnici della prevenzione micologi
Le infezioni da Meningococco tetravalente
La Neisseria Meningitidis o Menigococco è un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso; il 5-10% dei soggetti possono essere portatori asintomatici del batterio nel naso-faringe. Esistono tipi diversi (sierotipi) di questo germe, contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135.
La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone infette sane o malate.
In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite (infiammazione grave delle membrane che avvolgono il cervello) o la sepsi (infezione diffusa nel sangue). Queste malattie sono sempre gravi e possono lasciare danni permanenti di tipo neurologico e comportamentale o portare alla morte in poche ore.

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Il Centro per la Promozione della Salute sul Lavoro (CPSL) di riferimento regionale fornisce, dal 2010, un supporto tecnico-scientifico allo sviluppo della rete di promozione della salute sul lavoro nel territorio regionale, coordinando il Progetto “In salute in azienda” afferente al PRP 2014-2018, per il quale ha realizzato il “Manuale WHP regionale” e lo strumento “WHP ScoreCard” per l’autovalutazione aziendale degli interventi di promozione della salute sul lavoro.
Ha realizzato inoltre materiali formativi ("Comunicazione dei rischi” e Counselling per soggetti con pregressa esposizione ad amianto", 2014 https://www.deplazio.net ) ed informativi (opuscolo informativo su Alcol e lavoro (2011-2) opuscolo Luoghi di lavoro senza fumo (2010)) in tema di promozione della salute nei luoghi di lavoro e la definizione di policy aziendali di WHP.


Direttore Dott.ssa - Email: @aslroma5.it
Responsabile Ispettorato micologico
Incaricato di Funzione organizzativa
Dr.
| PERSONALE | MICOLOGO | SEDE |
| Tecnico della Prevenzione |
Dr. A. Antonini |
Guidonia |
| Tecnico della Prevenzione |
Dr. |
Monterotondo |
| Tecnico della Prevenzione | Dr. | Colleferro |
| Tecnico della Prevenzione | Dr. F. Colle | Tivoli |
Guidonia 9, 10, 16, 17, 30 Settembre e 1 Ottobre 2024
CORSO DI AGGIORNAMENTO ECM
Il ruolo del micologo negli interventi presso ospedali e strutture di emergenza in occasione di sospetta intossicazione da funghi; metodi e procedure – tecniche di microscopia applicate alla micologia.
Biennio 2023 / 2024
CORSO PER IL CONSEGUIMENTO DELL'ATTESTATO DI MICOLOGO ai sensi del DM 686/96
Locandina - Modulo domanda - Regolamento - Programma
Graduatoria
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Cos'è il REACH
REACH è un regolamento dell'Unione europea adottato per migliorare la protezione della salute dell'uomo e dell'ambiente dai rischi delle sostanze chimiche, stimolando nello stesso tempo la competitività dell'industria chimica europea.
In linea di principio, il regolamento REACH si applica a tutte le sostanze chimiche: non solo a quelle utilizzate nei processi industriali, quindi, ma anche a quelle che vengono adoperate quotidianamente, ad esempio nei detergenti o nelle vernici, e quelle presenti in articoli come gli abiti, i mobili e gli elettrodomestici. Il regolamento, quindi, interessa la maggior parte delle aziende di tutta Europa.
REACH è l'abbreviazione di Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals, ossia registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche; il regolamento è entrato in vigore il 1° giugno 2007, ed è gestito dall’ECHA (European Chemicals Agency), che ha sede ad Helsinky in Finlandia.
Il REACH ha l'obiettivo di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente attraverso il miglioramento della conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici.
I due pilastri del sistema REACH sono: la registrazione e l'autorizzazione.
Cos'è il CLP (Classification, Labeling and Packaging)
“CLP” o “Regolamento CLP” è un Regolamento (CE) relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele.
Il Regolamento CLP è entrato in vigore il 20 gennaio 2009.
Il CLP si applica a coloro che fabbricano, importano, utilizzano o distribuiscono sostanze o miscele.
Pertanto si dovrà classificare, etichettare ed imballare secondo quanto disposto dal Regolamento CLP ogni sostanza o miscela prima della loro immissione sul mercato europeo indipendentemente dalle quantità.
Il CLP è una revisione ed un aggiornamento del sistema di classificazione ed etichettatura dei prodotti chimici, riguarda sia le sostanze chimiche sia le miscele (inclusi i biocidi e gli antiparassitari) ed introduce cambiamenti di rilievo per i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori a valle relativamente alla classificazione di sostanze e miscele e le conseguenti riformulazioni delle etichette di pericolo e aggiornamento delle Schede di Dati Sicurezza (SDS).
Cosa fa la Asl Roma 5
La ASL Roma 5 è impegnata già da otto anni nella formazione di ispettori REACH ufficiali regionali, nello svolgimento di ispezioni e controlli e verifiche documentali relative alla corretta applicazione delle normative REACH e CLP da parte delle aziende presenti sul territorio di competenza, a tutela della salute pubblica.
Il paragrafo 2.8 del Piano Nazionale della Prevenzione del Ministero della Salute possiede come obiettivo primario quello di ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute.
In particolare al punto 2.A si prende in considerazione l’esposizione a sostanze chimiche e le iniziative che l’UE sta prendendo tramite il SAICM (Strategic Approach to International Chemicals Management) e l’applicazione estesa dei Regolamenti REACH e CLP.
Il Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento Europeo del Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE, ha lo scopo principale di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da sostanze chimiche già esistenti (introdotte sul mercato prima del settembre 1981) e nuove (dopo il settembre 1981) e al contempo mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea.
Nell’ambito del Piano Regionale di Vigilanza REACH della Regione Lazio sono stati individuati ufficialmente dalla ASL Roma 5 due ispettori REACH, un chimico dirigente sanitario per quanto attiene alle competenze SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) e un tecnico della prevenzione per quanto di competenza SPRESALL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro).
Entrambi i suddetti hanno partecipato ai numerosi corsi di formazione REACH organizzati dalla Regione Lazio, a partire dal 2011, e sono quindi stati formati per effettuare le ispezioni secondo i regolamenti REACH e CLP.
Dal 2013 ad oggi sono state effettuate numerose ispezioni relative a problematiche di diversa natura, ma tutte con impatto finale sulla salute del cittadino [valutazioni di componenti di miscele di vernici acriliche per la segnaletica stradale, valutazione di componenti di miscele in disinfettanti per l’igiene urbana, presenza di nickel nella bigiotteria, analisi di benzene e cloroformio nelle colle a base di cianoacrilammide (attaccatutto), livelli di ftalati presenti nei giocattoli in gomma morbida per lattanti e divezzi, presenza di toluene nelle vernici spray, valutazione di componenti di miscele nelle colle per piastrelle, ecc.]; ogni ispezione REACH ha la risultanza di una complessità di operazioni che consistono in un certo numero di accessi, valutazione delle schede di sicurezza, delle tipologie di sostanze impiegate, contatti con i fornitori, ecc; la durata di una ispezione REACH si protrae per svariati mesi, prima di ottenere le risultanze finali e poter trasmettere i dati direttamente all’ECHA (Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche).
Molte altre attività sono in programma per il tempo a venire e le ispezioni, che crescono di numero e in complessità ogni anno, vengono programmate e coordinate a livello Regionale.
Naturalmente, come già affermato e come appare evidente, tutte queste attività hanno lo scopo finale di tutelare la salute degli abitanti del territorio di competenza dai possibili impatti con sostanze, miscele e/ prodotti chimici di svariata tipologia.


L’alcool è la dipendenza più diffusa nel mondo per tutte le fasce d’età e rappresenta un rischio per la propria salute e per quella degli altri. Gli effetti negativi possono verificarsi con singole assunzioni (effetti acuti) e con un uso eccessivo protratto nel tempo. I danni sono spesso irreversibili (cirrosi epatica, problemi neurologici) e i danni più gravi sono per i giovani prima dei 20 anni perché lo sviluppo cerebrale non si è ancora completato, e per gli adulti dopo i 65 anni, perché non riescono più a metabolizzare la sostanza.
Danni gravissimi si hanno in gravidanza e provocano una sindrome molto grave definita come “sindrome alcolica fetale”
I ragazzi prima dei 18 anni NON DEVONO ASSUMERE BEVANDE A BASE DI ALCOOL!!!!!
Le donne in gravidanza NON DEVONO ASSUMERE BEVANDE A BASE DI ALCOOL!!!!!!!!
Per tutta la popolazione non si può stabilire una dose “sicura” di assunzione
Le infezioni da Meningococco B
La Neisseria Meningitidis o Menigococco è un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso; il 5-10% dei soggetti possono essere portatori asintomatici del batterio nel naso-faringe. Esistono tipi diversi (sierotipi) di questo germe, contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135.
La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone infette sane o malate.
In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite (infiammazione grave delle membrane che avvolgono il cervello) o la sepsi (infezione diffusa nel sangue). Queste malattie sono sempre gravi e possono lasciare danni permanenti di tipo neurologico e comportamentale o portare alla morte in poche ore.
I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.
Etiam vitae euismod ipsum, rhoncus facilisis enim. Proin faucibus purus libero, et porta sapien viverra vel. Fusce iaculis est eu ipsum facilisis, at sodales diam condimentum. Maecenas vel suscipit turpis. Phasellus venenatis libero in urna fermentum, eget volutpat lacus volutpat.
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UOC TUTELA IGIENICO SANITARIA DI ALIMENTI DI O.A.

Struttura complessa ricompresa all’interno del Dipartimento di Prevenzione gestionalmente afferente alla Direzione Sanitaria.
Per la gestione del vasto territorio della ASL ROMA 5 la UOC Tutela Igienico Sanitaria degli Alimenti di O.A. si articola in sei distretti ove vengono svolte le attività proprie della struttura relativamente al controllo ufficiale degli alimenti di O.A., secondo un programma di controllo stabilimenti riconosciuti CE (Reg. CE 853/04) e registrati (Reg. CE 852/04) redatto in considerazione di linee guida nazionali e con frequenza dei controlli ufficiali stabilita in ragione della categorizzazione in base al rischio degli stabilimenti ed alla disponibilità di personale. Tale programmazione, prevista dalle Linee Guida per il controllo ufficiale 212 C.S.R. (Conferenza Stato Regioni del novembre 2016) viene attuata con l’esecuzione del PRIC (Piano Regionale Integrato dei Controlli) che oltre ai controlli ufficiali (ispezione, verifica, audit) eseguiti ai sensi del reg. UE 2017/625
prevede anche diversi piani di campionamento di alimenti di O.A. per ricerche chimiche, microbiologiche, biotossicologiche, radiazioni ionizzanti, allergeni, sostanze nocive, fitosanitari ecc., la cui modalità di esecuzione è stata recentemente modificata dal D.lvo 27/2021 e dettagliata da una procedura interna.
Tali programmi derivano dal PNI (Piano Nazionale Integrato) che il Ministero della Salute poi assegna alle Regioni le quali a loro volta lo assegnano alle Aziende Sanitarie Locali di competenza in base alla presenza quali-quantitativa degli stabilimenti ivi ubicati e della popolazione residente.
Il Direttore della struttura assegna a sua volta il programma ai Dirigenti Veterinari dei Distretti e ne controlla il corretto e completo svolgimento sul quale relaziona annualmente alla Regione Lazio, mediante la Verifica dell’efficacia (audit interno) eseguita a priori, in campo e a posteriori, effettuata sui singoli Dirigenti Veterinari al fine di accertare il rispetto di procedure interne e normativa cogente. Tali attività costituiscono LEA sulla Sicurezza Alimentare.
Al personale afferente alla UOC Tutela Igienico Sanitaria degli Alimenti di O.A, giusta deliberazione n° del 1217 20.07.21, sono stati assegnati gli incarichi professionali che i Dirigenti Veterinari svolgono, compatibilmente con i Controlli Ufficiali e le altre attività ufficiali previsti nel distretto di assegnazione, su tutto il territorio della ASL Roma 5.
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DOCUMENTAZIONE
Relazione annuale delle attività 2024
Aethina Tumida -Decisione UE relativa alla chiusura della Sicilia - chiarimenti
CORSO ECM DI AGGIORNAMENTO PER TECNICI DELLA PREVENZIONE-MICOLOGI
IL RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE FUNGINE TOSSICHE- APPROFONDIMENTO SUI PERICOLI DI SCAMBIO CON SPECIE COMMESTIBILI. ESERCITAZIONI IN HABITAT-AGGIORNAMENTO MODIFICHE L.R. 32/98.
Elenco ammessi al corso:
RUGHETTI MASSIMO ASL ROMA 5
DROMEDARI LUIGI ASL ROMA 5
GROTTANELLI ANGELO ASL VITERBO
CELESTINI CLAUDIO ASL VITERBO
BERTELLI DAVIDE ASL ROMA 2
ROSSI ENDA ASL ROMA 2
COLANGELI DAVIDE ASL ROMA 2
RIZZO STEFANO ASL ROMA 2
COLLE FABRIZIO ASL ROMA 5
PUCCI QUIRINO ASL ROMA 4
AMORESE RICCARDO ASL ROMA 5
DELL’ORSO STEFANO ASL RIETI
ANTONINI ANTONINO ASL ROMA 5
MATTEI MIRKO ASL ROMA 5
ANTONACCI SANDRO ASL RIETI
PACIONI MARIO ASL ROMA 3
DAMIS PASQUALE ASL ROMA 3
FABRIZI GIANFRANCO ASL ROMA 2
Il responsabile corso
Dott. Alessandro Iori
Le Infezioni da PNEUMOCOCCO
Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente detto pneumococco, è un batterio; si conoscono oltre 90 sierotipi di pneumococco, alcuni inoffensivi, altri invece frequentemente provocano malattie.
Può essere causa di malattie anche non gravi, come otiti, sinusiti, bronchiti. Meno frequentemente può invadere polmoni, sangue o raggiungere le meningi ed essere responsabile di meningiti, polmoniti o infezioni diffuse a tutto l'organismo (sepsi).
Le infezioni da pneumococco si contraggono per via aerea mediante il contatto con le secrezioni respiratorie o la saliva delle persone, che possono essere portatori sani di questo batterio.
Comuni afferenti: Colleferro, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni, Valmontone
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via degli Esplosivi 9 - 00034 Colleferro (RM)
Tel: 06 970 976 62
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali
Dott.ssa Claudia GAROFALO - Tel: 06 970 976 69 – Stanza 10
Dott.ssa Silvia GASBARRA - Tel: 06 970 976 74 – Stanza 11
Dr. Pierluigi ROMANI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 06 970 976 65 - Stanza 4
Dott.ssa Annarosa VALENTI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 06 970 976 74 – Stanza 13
Dott. Sergio SANTUCCI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 06 970 976 74 – Stanza 18
Tecnici della Prevenzione (Stanza 3)
Dott. Massimo RICCARDI - Tel: 06 970 976 73
Personale amministrativo (Stanza 2) - Tel: 06 970 975 92
Sig.ra Anna FILIPPI - Tel: 06 970 976 76
Sig. Aldo MARCELLI - Tel: 06 970 976 60
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via degli Esplosivi 9 - 00034 Colleferro (RM)
Tel: 06 970 976 62
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari
Dott.ssa Cristina Roffi Isabelli - Tel: 06 970 976 71 – Stanza 10
Dott. Aldo Volpe - Tel: 06 970 976 67 – Stanza 6
Dott. ssa Barbara CAMPAGNA - Tel: 06 97097696
Tecnici della Prevenzione (Stanza 3)
Dott. Massimo RICCARDI - Tel: 06 970 976 73
Personale amministrativo (Stanza 2) - Tel: 06 970 975 92
Sig.ra Anna FILIPPI - Tel: 06 970 976 76
Sig. Aldo MARCELLI - Tel: 06 970 976 60
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via degli Esplosivi 9 - 00034 Colleferro (RM)
Tel: 06 970 976 62
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PERSONALE
Dott. Carlo TIBERI - Tel: 06 970 976 68 – Stanza 7
Tecnici della Prevenzione (Stanza 3)
Dott. Claudio Mentuccia - Tel: 06 970 976 73
Dott. Massimo RICCARDI - Tel: 06 970 976 73
Personale Amministrativo (Stanza 2)
Sig.ra Anna FILIPPI - Tel: 06 970 976 76
Sig. Aldo MARCELLI - Tel: 06 970 976 60
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via degli Esplosivi 9 - 00034 Colleferro (RM)
Tel: 06 970 976 78/ 81 – 06 970 975 93
PERSONALE
Dirigente Medico
Dr.ssa Laura PETRONE - Tel: 06 970 976 84
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Tecnici della Prevenzione
Enrico ALLEGRINI - Tel: 06 970 976 77
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Dott.ssa Giulia IONTA - Tel: 06 970 976 89
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Dott. Marco VARI - Tel: 06 970 977 35
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal Lunedì al Venerdì solo su appuntamento
UOSD IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE

La UOSD IAN (Igiene degli Alimenti e Nutrizione) è la Unità Operativa Semplice del Dipartimento di Prevenzione che tutela la salute dei cittadini svolgendo attività di prevenzione, controllo e garanzia degli alimenti e delle bevande. Svolge inoltre attività di promozione per un’alimentazione equilibrata e comportamenti alimentari corretti. Il sistema di sorveglianza sugli alimenti e di tutela igienico-sanitaria degli alimenti stessi viene garantito nelle diverse fasi di produzione, preparazione, deposito, trasporto, somministrazione, vendita.
Il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione si articola in due aree funzionali:
Le funzioni e le attività sono state stabilite in base alle direttive del Decreto del Ministero della Sanità16.10.98 “Approvazione delle linee guida concernenti l’organizzazione del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (S.I.A.N.), nell’ambito del Dipartimento di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali.

Responsabile f.f. Dott.ssa Anna Maria Longo
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Tel: 06 953 224 65 / 06 970 975 37
Tecnico della Prevenzione Coordinatore: Dott. Roberto Solitario
Area di Igiene degli Alimenti:
Area della Nutrizione:
Sicilia - Adozione di misure di protezione nei confronti del coleottero Aethina tumida
Costi: il corso è gratuito
E’ indispensabile essere in possesso del tesserino per la raccolta dei funghi
Posti disponibili n° 20 di cui 10 riservati a personale ASL Roma 5
I rimanenti 10 posti per gli esterni saranno distribuiti secondo l’ordine di arrivo delle domande di partecipazione che dovranno pervenire, all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 27 settembre 2018.
La lista dei partecipanti ammessi alla frequenza sarà pubblicata sul sito ASL Roma 5 entro il 01.10.2018

L’OMS Organizzazione mondiale della sanità, considera tra i diritti umani fondamentali la nutrizione sana. Una dieta corretta è un valido strumento per prevenire molte malattie e curarne altre.
Sono quasi tre milioni le vite che si potrebbero salvare ogni anno nel mondo grazie a un consumo sufficiente di frutta e verdura fresca.
La proporzione e la qualità dei cibi che mangiamo sono alla base della nostra salute fisica e mentale.
| Meno sale più salute | Più legumi, ortaggi e frutta |
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Una dieta equilibrata è un’ottima strategia preventiva e permette di fornire le giuste proporzioni di nutrienti essenziali al nostro organismo. Per essere equilibrata una dieta deve essere soprattutto varia.

Un ottimo sistema che possiamo utilizzare per valutare le nostre abitudini è la PIRAMIDE ALIMENTARE
La VARICELLA
La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. La manifestazione più comune dell’infezione è data dalla classica malattia febbrile che si accompagna alla presenza di bollicine pruriginose sulla pelle e sulle mucose. La malattia decorre generalmente senza complicazioni, ma in alcuni casi si possono verificare contemporaneamente infezioni provocate da batteri, piastrinopenia, artrite, epatite, encefalite, polmonite e talvolta complicazioni a livello renale. La malattia è più grave negli adolescenti e negli adulti.
L’infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone immunocompetenti: raramente una persona può sviluppare due volte questa malattia. Tuttavia, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente (in genere per tutta la vita) nei gangli delle radici nervose spinali. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni, solitamente dopo i 50 anni, dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”. Quando la varicella viene contratta in gravidanza può determinare gravi malformazioni nel feto.
La varicella è una delle malattie infettive più contagiose, soprattutto nei primi stadi dell’eruzione. La trasmissione da persona a persona avviene per via aerea mediante le goccioline respiratorie diffuse nell’aria quando una persona affetta tossisce o starnutisce, o tramite contatto diretto con lesione da varicella o zoster. La contagiosità inizia da 1 o 2 giorni prima della comparsa dell’eruzione e può durare fino alla comparsa delle croste.
Comuni afferenti: Palestrina, Capranica Prenestina, Castel S.Pietro, Cave, Gallicano, Genazzano, Rocca di Cave, S.Cesareo, S. Vito Romano, Zagarolo
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via Porta San Martino 38 - 00036 Palestrina (RM)
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali (Stanza 13)
Dott. Gabriele MARSILI - Tel: 06 953 224 02
Dott. Giampiero Matteo SCHETTINI - Tel: 06 953 224 74
Dott. Carlo PROIETTI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 06 953 224 58
Tecnici della Prevenzione (Stanza 12)
Dott.ssa Daniela CAVARICCI – Tel: 06 953 224 61
Personale Amministrativo (Stanza 11)
Sig. Francesco CUBEDDU - Tel: 06 953 224 73
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via Porta San Martino 38 - 00036 Palestrina (RM)
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PERSONALE
Dirigenti Veterinari (Stanza 11)
Dott. Marco BARNI - Tel: 06 953 224 01
Dott. ssa Francesca RAMAZZOTTI - Tel: 06 953 224 74
Tecnici della Prevenzione (Stanza 12)
Dott.ssa Daniela CAVARICCI – Tel: 06 953 224 61
Personale Amministrativo (Stanza 11)
Sig. Francesco CUBEDDU - Tel: 06 953 224 73
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via Porta San Martino 38 - 00036 Palestrina (RM)
Tel: 06 953 224 73
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PERSONALE
Dott. Marco RUFFINI - Tel: 06 953 224 57 – Stanza 19
Tecnici della Prevenzione (Stanza 12)
Dott. Alfonso DE LUCIA - Tel: 06 953 224 62
Dott.ssa Daniela CAVARICCI - Tel: 06 953 224 61
Personale Amministrativo (Stanza 11)
Sig. Francesco CUBEDDU - Tel: 06 953 224 73
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via Porta S. Martino 38 - 00036 Palestrina (RM)
PERSONALE
Dirigente Medico
Dr.ssa Anna Maria LONGO - Tel: 06 953 224 65
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tecnici della Prevenzione
Alberico VANNELLI - Tel: 06 953 224 79
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Dott. Valerio MAGGI - Tel: 06 953 224 03
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal lunedì al venerdì solo su appuntamento
La struttura è dotata di autonomia tecnico-funzionale e organizzativa che si rivolge ai proprietari di animali da reddito e da affezione e a tutti gli stakeholders.
La mission è quella di tutelare il patrimonio zootecnico e la Sanità Pubblica in un’ottica “One Health”, salvaguardare la sicurezza alimentare e prevenire il fenomeno del randagismo rispondendo ai bisogni e alle esigenze dei cittadini, assolvendo alle loro richieste, gestendo con efficienza le risorse disponibili per garantire le prestazioni di prevenzione.
Per la realizzazione degli obiettivi, si avvale della competenza di Medici Veterinari, Tecnici della Prevenzione e Personale Amministrativo eseguendo controlli, ispezioni e ogni altra attività a tutela dalla Sanità Pubblica.
L’Unità Operativa Complessa di Sanità Pubblica Veterinaria si articola in due Unità Operative Semplici:

| NEWS |
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15/09/2022 Macellazione bovini, suini e ovi-caprini per il consumo domestico privato. Modello "comunicazione macellazione a domicilio per il consumo domestico privato" |
Si è concluso dopo 4 anni di lavori il progetto europeo Life StopVespa (LIFE14 NAT/IT/001128 STOPVESPA “Spatial containment of Vespa velutina in Italy and establishment of an Early Warning and Rapid Response System”), finanziato dallo strumento LIFE della Commissione Europea.
Il MORBILLO
E’ una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus, molto contagiosa. Si presenta con febbre elevata accompagnata da tosse stizzosa e da bruciore agli occhi. Durante la malattia il bambino presenta alcune caratteristiche macchioline rossastre sulla cute che in breve tempo ricoprono tutto il corpo.
Durante il morbillo frequentemente compaiono delle complicanze: circa 1 volta su 20 ci può essere un’otite, 1 volta su 50 una polmonite, 1 volta su 1.000 un’encefalite.
Il morbillo viene trasmesso da persona a persona attraverso il contatto con le secrezioni respiratorie e le goccioline di saliva, soprattutto durante l’inverno e la primavera. Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni: inizia all’entrata del virus nell’organismo e finisce all’insorgenza della febbre. La contagiosità si protrae fino a 5 giorni dopo l’eruzione cutanea.
La PAROTITE
La parotite è una malattia infettiva causata da un virus appartenente al gruppo dei Paramyxovirus, il cui segno più evidente è la tumefazione delle ghiandole salivari. In particolare l’ingrossamento delle ghiandole parotidi, poste sotto i padiglioni auricolari, da qui il nome di “orecchioni”.
La malattia può presentare alcune importanti complicanze come la meningite, la pancreatite e l’orchite (questa, sebbene raramente, può risolversi in un’atrofia testicolare con conseguente sterilità).
La parotite viene trasmessa da persona a persona per via respiratoria.
La ROSOLIA
E’ una malattia provocata da un virus del genere Rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. E’ caratterizzata da malessere, rigonfiamento dei linfonodi, dolori articolari e dalle tipiche macchioline rosse sparse sul corpo. La febbre, se presente, è modesta. Le complicanze più comuni sono quelle articolari (poliartralgie, artrite) che possono interessare fino al 70% dei casi negli adulti, specialmente donne. Raramente la malattia porta a complicazioni gravi come encefaliti (1 caso su 6000) o porpora trombocitopenica (1 caso su 3000), che possono portare anche al decesso.
Se questa infezione viene contratta durante la gravidanza può causare aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, o gravi anomalie congenite.
La rosolia si trasmette da persona a persona attraverso la via respiratoria (goccioline di saliva o secrezioni respiratorie) oppure da madre a figlio durante la gravidanza.
Comuni afferenti: Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Cervara di Roma, Jenne, Marano Equo, Olevano Romano, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca S. Stefano, Roiate, Roviano, Subiaco, Vallepietra, Vallinfreda, Vivaro Romano, Gerano, Cerreto Laziale, Vicovaro, Licenza, Roccagiovine, Sambuci, Saracinesco, Cineto Romano, Percile, Mandela.
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via dei Massimo 1 - 00023 Arsoli (RM)
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali
Dott.ssa Marta SCANZANI - Tel: 0774 921 266
Dott. Francesco TANCREDI - Tel: 0774 920 442
Dott. Marcello DANTE (Specialista Ambulatoriale) Tel: 0774 929 321
Tecnico della Prevenzione
Dott. Daniele DI GIOVANNI - Tel: 0774 929 321
Personale Amministrativo
Sig. Luigi FICORELLA - Via Largo Mazzini 5 - 00028 Subiaco (RM) – Stanza 2 - Tel: 0774 842 58
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisi Ambulatoriali: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via dei Massimo 1 - 00023 Arsoli (RM)
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari
Dott.ssa Marta SCANZANI - Tel: 0774 921 266
Tecnico della Prevenzione
Dott. Daniele DI GIOVANNI - Tel: 0774 929 321
Personale Amministrativo
Sig. Luigi FICORELLA - Via Largo Mazzini 5 - 00028 Subiaco (RM) – Stanza 2 - Tel: 0774 842 58
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via Largo Mazzini 5 - 00028 Subiaco (RM)
Tel: 0774 842 58
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PERSONALE
Dott. Mario FERRANTE - Tel: 0774 842 58 – Stanza 1
Tecnico della Prevenzione
Dott. Daniele DI GIOVANNI - Tel: 0774 842 58 – Stanza 1
Dott. Maurizio Giovannini
Personale Amministrativo
Sig. Luigi FICORELLA - Tel: 0774 842 58 – Stanza 1
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via Colle Cisterna (presso Ospedale di Subiaco) / Largo Mazzini 5 – 00028 Subiaco (RM)
PERSONALE
Tecnici della Prevenzione
Armando SANTARELLI - Tel: 0774 849 64
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Dott. Dario ILARI - Tel: 0774 842 58
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal lunedì al venerdì solo su appuntamento
UOS SANITÀ ANIMALE

L’Unità Operativa Semplice di Sanità Animale è una struttura che si rivolge ai proprietari di animali da reddito e da affezione e a tutti gli stakeholders promuovendo un approccio collaborativo, multidisciplinare e multisettoriale in un’ottica One Health al fine di ottenere risultati sanitari ottimali riconoscendo l’interconnessione tra esseri umani, animali e ambiente.

• Sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive e diffusive degli animali e delle zoonosi
• Profilassi di Stato per l’eradicazione delle malattie degli animali da reddito
• Vigilanza sanitaria sugli allevamenti, stalle di sosta ed altre concentrazioni di animali: mercati, fiere, esposizioni, etc.
• Rilascio pareri preventivi e nulla osta autorizzativi
• Attribuzione codici aziendali
• Gestione delle anagrafi zootecniche
• Certificazione sanitaria per la movimentazione degli animali sia a livello nazionale che internazionale (sistema traces)
• Certificazione sanitaria per il pascolo
• Vigilanza/controllo selvaggina e danni provocati dalla fauna selvatica
• Gestione focolai malattie infettive del bestiame
• Gestione istruttorie per la corresponsione dell'indennità prevista per l'abbattimento di animali colpiti da malattie infettive e contagiose
• Vigilanza sugli animali morti e rilascio relative certificazioni per lo smaltimento;
• Vigilanza su nomadismo apistico
• Controllo sugli animali morsicatori e profilassi antirabbica
• Sorveglianza epidemiologica per Leishmaniosi, Rickettiosi, Erlichiosi
• Rilascio certificazioni autorizzative alla monta degli stalloni
• Certificazione per Anemia Infettiva Equina
• Passaggi di proprietà equidi
|
DISTRETTO |
INDIRIZZO |
ORARIO |
RECAPITI |
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Monterotondo |
Via Vulcano 1/e |
Lunedì e Giovedì 8.30 – 11.00 |
06 900 935 54 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
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Guidonia |
Via tenuta del cavaliere 1 |
Martedì e Venerdì 10.30 – 12.30 |
0774 3589018 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
|
Tivoli |
Via tenuta del cavaliere 1 (Guidonia) |
Lunedì e Mercoledì 07.30 - 9:00 |
0774 3589018 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
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Subiaco |
Via dei Massimi 1 (Arsoli) |
Lunedì e Venerdì 11.00 – 13.00 |
0774 929321 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
|
Palestrina |
Via Porta San Martino 42 |
Lunedì e Giovedì 8.30 – 11.30 |
06 953 224 01 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
|
Colleferro |
Via degli esplosivi 9 |
Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdi |
06 970 976 62 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |
N.B. è consigliato richiedere un appuntamento ai recapiti indicati
L’EFSA ha reso note le modalità con cui intende rivedere le proprie linee guida per la valutazione del rischio da pesticidi per le api nell’Unione europea. Come chiarito nella descrizione, parti interessate ed esperti di pesticidi degli Stati membri saranno periodicamente consultati durante l’intero processo.
La prima di tali consultazioni inizia alla fine di questo mese, quando le parti interessate e i rappresentanti degli Stati membri saranno invitati a esprimere il proprio parere sull’attuale documento contenente le linee guida.
I riscontri delle parti interessate saranno forniti da un gruppo consultivo che include rappresentanti delle diverse comunità dei portatori di interesse presso l’EFSA, istituito appositamente per coadiuvare la revisione delle linee guida. Gli Stati membri saranno consultati tramite l’attuale rete EFSA detta Pesticides Steering Network.
Collazionare le diverse opinioni sulle linee guida correnti, pubblicate nel 2013, rappresenta un primo passo importante della revisione da parte dell’EFSA, come specificato nel mandato assegnato dalla Commissione europea. Dopo aver raccolto e analizzato i riscontri ricevuti, il gruppo di lavoro scientifico dell’EFSA darà avvio alla revisione.
Una volta redatta la bozza del documento, verrà indetta un’esaustiva consultazione pubblica e organizzato un seminario informativo.
SIVeMP Veneto 08/07/2019
La normativa nazionale (L.352/93 D.P.R.376.795) e quella regionale (L.R.32/98) prevedono l' istituzione presso le ASL degli Ispettorati micologici ai fini della prevenzione delle intossicazioni da consumo di funghi.
Il personale operante, deve essere in possesso dell'attestato di micologo, ai sensi del DM 686/96.
Le attività preminenti degli ispettorati sono...[LEGGI TUTTO]
Comuni afferenti: Tivoli, Castel Madama, S. Polo dei Cavalieri, Ciciliano, Pisoniano, Poli, S. Gregorio, Casape.
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano 4
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali (Pal. B - Piano terra)
Dott. Fabio SERMONETA - Tel: 0774 358 7016
Dott. Giuliano GRONDI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 0774 358 7016
Dott. ssa Carola CARTOLANO - Tel: 0774 3589070
Tecnico della Prevenzione
Dott. Mauro TOMBOLILLO - Tel: 0774 358 90 09 - Pal. B - Piano 4
MODALITÀ DI ACCESSO / ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano 4
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari
Dott.ssa Barbara CAMPAGNA - Tel: 0774 358 7016 - Pal. B - Piano terra
Dott. Luigi GIUSTI - Tel: 0774 35899011
Tecnico della Prevenzione
Dott. Mauro TOMBOLILLO - Tel: 0774 358 90 09 - Pal. B - Piano 4
MODALITÀ DI ACCESSO / ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatorial: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano 4
Tel: 0774 358 90 13
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PERSONALE
Dott. Francesco MARIUCCI - Tel: 0774 358 90 34 – Pal. B - Piano 4
Tecnico della Prevenzione
Dott. Mauro TOMBOLILLO - Tel: 0774 358 90 09 – Pal. B - Piano 4
Dott.ssa Alessia POGGI - Tel: 0774 358 90 34 – Pal. B - Piano 4
MODALITÀ DI ACCESSO / ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via Tiburtina 2 – 00019 Tivoli (RM)
Tel: 0774.3164862
PERSONALE
Dirigente Medico
Dr.ssa Giuseppina DEL BOVE ORLANDI - Lavoro agile
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Dr. Antonio DI FELICE - Tel: 0774 316 48 86
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Tecnici della Prevenzione
Dott.ssa Anna POGGI - Tel: 0774 316 48 79
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Dott. Riccardo AMORESE - Tel: 0774 316 48 85
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal Lunedì al Venerdì solo su appuntamento
La Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della Salute comunica in una nota che “gli apicoltori con residenza o sede legale extranazionale che intendano effettuale attività di apicoltura in Italia devono essere registrati con residenza estera nella sezione Anagrafica Persone della BDA e devono richiedere l’attribuzione del codice identificativo univoco (codice aziendale). La competenza per l’assegnazione del codice è del Servizio Veterinario territorialmente competente sull’apiario con maggiore consistenza tra quelli dell’allevamento registrato”.
L’assegnazione del codice identificativo univoco rappresenta l’attività propedeutica alle comunicazioni degli eventi relativi agli allevamenti alla BDA, che dovranno essere effettuate dall’apicoltore secondo la normativa vigente in Italia.
Corso di micologia Valido per la richiesta del tesserino regionale L.R.32/98
Le 6 lezioni si terranno nei giorni martedì e giovedì dalle ore 17,30
Via Porta S. Martino 38 Palestrina
Inizio corso 29 settembre 2015
Info 06 9532 2475

Se sei un genitore consulta il calendario vaccinale della Regione Lazio e parlane con il pediatra del tuo bambino
Se sei un adulto e hai necessità di un richiamo vaccinale o di una vaccinazione per particolari motivi (gravidanza, lavoro, viaggio) parlane con il tuo medico di famiglia che ti indirizzerà ai servizi sanitari competenti per territorio.
Il certificato di vaccinazione del tuo bambino
L’ EMOFILO B
L’Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) è un batterio che causa infezioni spesso severe, soprattutto tra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Di norma, l’Hib dà una malattia simil-influenzale, che si risolve nel giro di qualche giorno. In alcuni casi, invece, l’infezione può evolvere in forme gravi dette forme invasive, che possono essere riassunte in meningiti, sepsi, epiglottiti.
Le infezioni da Hib, dopo la guarigione, possono dare sordità residua o altre alterazioni del sistema nervoso, in genere lievi, mentre nei casi gravi possono provocare la morte.
La trasmissione avviene attraverso contatto diretto, con inalazione di goccioline emesse con le secrezioni naso-faringee da parte di malati e/o portatori; dall’introduzione del vaccino, è diventato raro lo stato di portatore.
Comuni afferenti: Guidonia Montecelio - Marcellina - Monteflavio - Montelibretti - Montorio Romano - Moricone - Nerola - Palombara Sabina - S. Angelo Romano
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano terra
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali (Pal. B - Piano terra)
Dott.ssa Francesca PONTECORVO - Tel: 0774 358 90 03
Dott. Domenico DE ANGELIS - Tel: 0774 358 90 65
Dott.ssa Federica LOCATELLI (Specialista Ambulatoriale) - Tel: 0774 358 90 14
Tecnici della Prevenzione
Dott.ssa Marzia ABBATELLI - Tel: 0774 358 90 02 - Pal. B - Piano terra
Dott. Debora PALOMBI - Tel: 0774 358 90 061 - Pal. B - Piano 4
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari e Specialisti Ambulatoriali: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano terra
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari (Pal. B - Piano terra)
Dott.ssa Rodolfo COMPAGNUCCI - Tel: 0774 358 90 04
Tecnici della Prevenzione
Dott.ssa Marzia ABBATELLI - Tel: 0774 358 90 02 - Pal. B - Piano terra
Dott. Debora PALOMBI - Tel: 0774 358 90 061 - Pal. B - Piano 4
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Pal. B - Piano terra
Tel: 0774 358 90 02
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PERSONALE
Dott. Alessandro Maria COMPAGNUCCI - Tel: 0774 358 90 04 - Pal. B - Piano terra
Dott. Francesco DANIELI - Tel: 0774 358 90 04 - Pal. B - Piano terra
Dirigente Veterinario
Dott. Roberto Realacci
Tecnici della Prevenzione
Dott.ssa Marzia ABBATELLI - Tel: 0774 358 90 02 - Pal. B - Piano terra
Dott. Salvatore PERNA - Tel: 0774 358 90 02 - Pal. B - Piano 4
Dott.ssa Francesca Michienzi
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD Centro Agroalimentare
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) c/o Mercato Ittico
Tel: 06 605 032 11
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PERSONALE
Dott. Alessandro Maria COMPAGNUCCI - Tel: 06 605 032 11
Dott. Francesco DANIELI - Tel: 06 605 032 11
Dott. Gian Luigi PETTINI - Tel: 06 605 032 11
Tecnico della Prevenzione
Dott.ssa Francesca MICHIENZI - Tel: 06 605 032 11
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via Tenuta del Cavaliere 1 - 00012 Guidonia Montecelio (RM) – Centro Direzionale B
Tel: 0774 358 90 67
PERSONALE
Dirigente Medico
Dr. Vito Ruscio - Tel: 0774 358 90 33
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tecnici della Prevenzione
Michele Chiarito - Tel: 0774.3589046
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Dott. Antonino Antonini - Tel: 0774 358 90 55
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Dott. Carlo Armeni - Tel: 0774 358 90 44
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal Lunedì al Venerdì solo su appuntamento
UOSD CENTRO AGROALIMENTARE – MERCATO ITTICO

Struttura semplice dipartimentale ricompresa all’interno del Dipartimento di Prevenzione afferente alla Direzione Sanitaria.
L'Unità Operativa Semplice Dipartimentale Centro Agroalimentare garantisce la gestione sanitaria di una macro struttura, il Mercato Ittico all’ingrosso CAR ScpA che ha un’area di 18690,31 mq, che si sviluppa su una galleria lunga 560 mt nella quale insistono 49 box di circa 200 mq l’uno, disposti 24 da un lato e 25 dall’altro nonché di numerose aziende e piattaforme logistiche ubicate al di fuori del mercato ittico ma all’interno del Centro Agroalimentare Roma
Attualmente, nel Centro Agroalimentare Roma risultano censite numero 45 aziende di cui 40 operano esclusivamente nel settore ittico, 2 commercializzano alimenti di Origine Animale nonché prodotti della pesca freschi e congelati, 2 commercializzano alimenti di Origine Animale confezionati oltre ad un grande laboratorio di trasformazione carni.
CAR ScpA gestisce le parti comuni del mercato ittico ed è titolare del bollo comunitario; le singole aziende che sono ubicate nei box del mercato ittico sono censite con un numero di riconoscimento comunitario secondario o autonomo e sono responsabili civilmente e penalmente delle strutture nelle quali conducono le loro attività di stoccaggio e commercializzazione di prodotti della pesca.
Il Servizio, alla luce dei nuovi regolamenti comunitari del cosiddetto “Pacchetto Igiene” e del Reg. UE 2017/625, effettua vigilanza durante la vendita all’ingrosso, con la finalità di salvaguardare la salute umana mediante controlli regolari; verifica altresì la conformità dell’autocontrollo effettuato dall’OSA (operatore del settore alimentare) a quanto prescritto dalla vigente normativa; esegue il piano regionale dei controlli integrati (PRIC) ed i controlli disposti dall’UVAC (ufficio veterinario del Ministero della Salute per gli adempimenti comunitari).

Orario di ricevimento:
diurno: lunedì-mercoledì-venerdì (previo appuntamento)
notturno: dal martedì al sabato 04:00 - 05:00
DOCUMENTAZIONE
Relazione annuale delle attività 2024
Il declino globale della popolazione di api rappresenta una minaccia grave per un ampio numero di piante vitali per il benessere e i mezzi di sostentamento dell’uomo. I paesi dovrebbero fare di più per tutelare queste preziose alleate nella lotta contro la fame e la malnutrizione – questo il messaggio della FAO per la celebrazione della Giornata Mondiale delle Api.
Il numero di api e di altri impollinatori sta calando in diverse parti del pianeta, soprattutto a causa dell’agricoltura intensiva, delle mono colture, dell’eccessivo utilizzo di input agricoli chimici, dell’aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici – elementi che influenzano sia i raccolti che la nutrizione. Se questo trend dovesse continuare, alimenti di grande importanza per la nutrizione, come frutta, noci e molte verdure, verranno mano a mano rimpiazzati da colture come riso, mais, patate, risultando in una dieta sbilanciata.
“Le api sono gravemente minacciate dagli effetti combinati dei cambiamenti climatici, dall’agricoltura intensiva, dall’uso di pesticidi, dalla perdita di biodiversità e dall’inquinamento” ha avvertito il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva in un video messaggio per la Giornata Mondiale delle Api. “La mancanza delle api e di altri impollinatori farebbe sparire il caffè, le mele, le mandorle, i pomodori, il cacao dalle nostre tavole – solo per nominarne alcuni alimenti che dipendono dall’impollinazione. I paesi devono adottare politiche e sistemi alimentari più sostenibili e attenti agli impollinatori“.
Nel suo messaggio Graziano da Silva ha invitato ognuno di noi a fare scelte più attente ai bisogni degli impollinatori: “anche coltivare fiori sul balcone di casa contribuisce a questa causa” ha aggiunto.
Le celebrazioni della Giornata Mondiale delle Api presso la FAO ha visto la partecipazione della Ministra slovena per l’Agricoltura, la Silvicoltura e l’Alimentazione Aleksandra Pivec, il Presidente dell’Associazione Slovena Apicoltori Boštjan Noč e il Vice Presidente di Apimondia Peter Kozmus.
Piccoli insetti, grandi benefici
Le api sono proverbiali grandi lavoratrici e, tramite l’impollinazione, forniscono un servizio ecosistemico fondamentale per la riproduzione di molte piante coltivate e selvatiche, che sono fondamentali per la produzione alimentare, per i mezzi di sussistenza umana e per la biodiversità.
Le api, e gli altri impollinatori, come uccelli e pipistrelli, influenzano la produzione del 35 percento delle coltivazioni mondiali, incidendo positivamente sulla produzione di 87 delle colture più importanti, oltre a quella di diversi derivati medici.
Circa due terzi delle piante che sfamano il mondo dipendono dall’impollinazione da parte di insetti o altri animali per produrre frutti sani o semi per il consumo umano. L’impollinazione beneficia la nutrizione umana, permettendo non solo una maggiore produzione, ma anche una maggiore varietà e qualità di frutti, noci e semi.
La FAO promuove diverse attività per incoraggiare l’adozione di pratiche agricole sensibili all’impollinazione, come la Global Action on Pollination Services for Sustainable Agriculture (Azione Globale sui Servizi di Impollinazione per un’Agricoltura Sostenibile n.d.t.) e l’Iniziativa Internazionale per gli Impollinatori.
Il recente rapporto FAO Stato della Biodiversità per l’Alimentazione e l’Agricoltura sottolinea che diverse specie associate con la biodiversità, come le api, sono gravemente minacciate, e si appella ai governi e alla comunità internazionale perché si fatto di più per affrontare i fattori che favoriscono la perdita della biodiversità.
Un ulteriore studio intitolato Assessment of Pollinators, Pollination and Food Production (Valutazione degli Impollinatori, dell’Impollinazione e della Produzione Alimnetare n.d.t.) rilasciato dalla Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), con input di esperti FAO, elenca diversi modi per tutelare efficacemente la popolazione di impollinatori per il bene della sicurezza alimentare e della biodiversità.
Quella di quest’anno è la seconda celebrazione della Giornata Mondiale delle Api. L’evento di oggi presso la FAO mira a portare l’attenzione sull’importante ruolo che le api e gli altri impollinatori svolgono per l’alimentazione e l’agricoltura. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Governo della Repubblica di Slovenia e Apimondia, e si è svolto in parallelo con le celebrazioni della Giornata presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
Fonte: Fao
Segreteria organizzativa
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335 87 29 604
Iscrizioni entro il 27/04/2015
Numero max partecipanti: 15
I posti disponibili per i Tecnici della prevenzione micologi delle ASL della Regione Lazio sono 10.
Quota iscrizione: nessuna
Centro di Formazione ASL RM G “M.Gatti
Via Porta Napoletana 2
Valmontone

La vaccinazione è un efficace metodo di contrasto alle malattie infettive: stimola la produzione da parte dell’organismo delle difese immunitarie, utilizzando piccolissime parti dei microrganismi infettivi o delle loro tossine rese innocue, oppure utilizza i microrganismi stessi, inattivati e quindi non pericolosi.
I benefici prodotti dai vaccini, sia per l’individuo che per la collettività, sono molto superiori ai rischi.
I vaccini sono un vantaggio per la collettività perché nella maggior parte dei casi chi si vaccina non trasmette le malattie e inoltre vaccinando un’alta percentuale di individui vengono protetti anche i soggetti più deboli (neonati, donne in gravidanza, individui immunodepressi) che non possono vaccinarsi. Questo meccanismo viene chiamato immunità di gregge e può condurre ad una riduzione dei casi e anche alla scomparsa della malattia (es. vaiolo).
Frequentemente vengono utilizzati vaccini combinati, che proteggono da più malattie infettive. Quelli usati normalmente sono:
Il vaccino si somministra con una iniezione nella coscia nei lattanti e nel braccio nelle età successive.
L’ EPATITE B
E’ una malattia causata da un virus appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae. L’infezione è, nella maggior parte dei casi, asintomatica o presenta sintomi generici come malessere generale e senso di spossatezza. Il sintomo caratteristico dell’epatite è costituito dall’ittero. La malattia è spesso limitata alla fase acuta.
Il tasso di letalità è pari a circa l’1%, ma la percentuale aumenta nelle persone di età superiore ai 40 anni. Nell’adulto la malattia cronicizza in circa il 5-10% dei casi. Il rischio di cronicizzazione aumenta al diminuire dell’età in cui viene acquisita l’infezione, quindi l’infezione costituisce un fattore di rischio per l’epatite cronica, la cirrosi epatica ed il cancro del fegato.
La trasmissione avviene per via parenterale apparente, ovvero attraverso trasfusioni di sangue o emoderivati contaminati dal virus, o per tagli/punture con aghi/strumenti infetti, sessuale e perinatale da madre a figlio. Inoltre, dal momento che il virus resiste sulle superfici ambientali per almeno 7 giorni, il contagio può avvenire anche per via parenterale inapparente (inoculazione indiretta) ovvero tramite veicoli contaminati attraverso minime lesione della cute o delle mucose (spazzolini dentali, forbici, pettini, rasoi, spazzole da bagno contaminate da sangue infetto).
Durante la gravidanza tutte le donne eseguono un test di laboratorio per l’epatite B; in caso di positività del test, la vaccinazione effettuata immediatamente dopo la nascita insieme alla somministrazione di immunoglobuline permette di scongiurare il rischio di trasmettere la malattia da madre a figlio al momento del parto.
Comuni afferenti: Fonte Nuova, Mentana e Monterotondo
UOC SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
UOS Sanità animale
Sede: Via Vulcano 1/e - 00016 Monterotondo Scalo (RM)
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PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti (Stanza 10)
Dott. Angelo LEONORI - Tel: 06 900 935 50
Dott. Antonio SPINILLI - Tel: 06 900 935 02
Dott. ssa Alessandra SPAZIANI - Tel: 06 900 935 50
Tecnici della Prevenzione (Stanza 9)
Dott. Carmelo MARINO - Tel: 06 900 935 51
Dott. Giovanni ALESSANDRI - Tel: 06 900 935 52
Personale Amministrativo (Stanza 1)
Sig.ra Maria Teresa FERNANDEZ - Tel: 06 900 935 54
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOS Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
Sede: Via Vulcano 1/e - 00016 Monterotondo Scalo (RM)
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PERSONALE
Dirigenti Veterinari e Specialisti (Stanza 10)
Dott. Aldo DE FELICI - Tel: 06 900 935 53
Dott. ssa Laura LAZZARO - Tel: 06 900 935 53
Tecnici della Prevenzione (Stanza 9)
Dott. Carmelo MARINO - Tel: 06 900 935 51
Dott. Giovanni ALESSANDRI - Tel: 06 900 935 52
Personale Amministrativo (Stanza 1)
Sig.ra Maria Teresa FERNANDEZ - Tel: 06 900 935 54
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOC Tutela igienico sanitaria degli alimenti di O.A.
Sede: Via Vulcano 1/e - 00016 Monterotondo Scalo (RM)
Tel: 06 900 935 54/ 53
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PERSONALE
Dott. Gian Luigi PETTINI - Tel: 06 900 935 03 - Stanza 7
Dirigente Veterinario
Dott.ssa Alessandra Tolomei
Tecnici della Prevenzione (Stanza 9)
Dott. Carmelo MARINO - Tel: 06 900 935 51
Dott. Giovanni ALESSANDRI - Tel: 06 900 935 52
Personale Amministrativo (Stanza 1)
Sig.ra Maria Teresa FERNANDEZ - Tel: 06 900 935 54
MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Orario di ricevimento Dirigenti Veterinari: per appuntamento
Orario di ricevimento Tecnici della Prevenzione: per appuntamento
UOSD igiene degli alimenti e della nutrizione
Sede: Via Vulcano 1/e - 00016 Monterotondo Scalo (RM)
Tel: 06 900 935 07
PERSONALE
Dirigente Medico
Dr. Marco PASCALI - Tel: 06 900 935 61
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Tecnici della Prevenzione
Dott. Damiano Neccia - Tel: 06 900 935 49
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Dott. Alessandro IORI - Tel: 06 953 535 10
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MODALITÀ DI ACCESSO/ORARI
Dal Lunedì al Venerdì solo su appuntamento
Si è svolta presso la sede CREA di Monterotondo Tor Mancina una giornata di approfondimento in Apicoltura.
Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, in collaborazione con l’Ispettorato Micologico dell’Azienda Unità Sanitaria Locale Roma G, nell’ambito delle iniziative finalizzate a diffondere e promuovere la cultura dei funghi, organizza per l’anno 2014:
- Corso di Formazione Micologica presso la Sede della Protezione Civile, Via San Polo dei Cavalieri a Marcellina;
- Giornata Eco-Micologica in Località Prato Favale (Comune di San Polo dei Cavalieri).
LEGGI TUTTO E SCARICA LA LOCANDINA
La POLIOMELITE
E’ una malattia causata da virus, in particolare da tre tipi di polio-virus (1,2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che colpiscono alcune cellule nervose responsabili del movimento dei muscoli. Il 90-95% delle infezioni avviene senza che si manifesti alcun sintomo. Circa il 5-10% presenta sintomi generali come febbre, mal di gola, qualche volta seguiti da una meningite.
In circa 1 caso di infezione ogni 250 la malattia colpisce una zona dove sono presenti muscoli volontari (per esempio la gamba) e provoca una paralisi che si definisce “flaccida” perché il tono muscolare viene completamente perduto.
La paralisi provocata da questa malattia è irreversibile. Purtroppo, a volte possono essere colpiti gruppi muscolari volontari, come quelli deputati alla respirazione.
Il contagio avviene per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati o tramite la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani.
Non esistono cure per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono solo in parte minimizzare gli effetti della malattia. L’unica strada per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione tramite vaccinazione.
Rassegna Stampa SIVeMP-Veneto 22/05/2019
In occasione della giornata mondiale delle api, celebrata il 20 maggio dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, è importante evidenziare come il ministero della Salute italiano abbia avuto sempre un ruolo di primo piano nella protezione di questi importanti insetti.
Ricordiamo, infatti, che in Italia fin dal 2008 il ministero della Salute ha posto l’attenzione su alcune sostanze (imidacloprid, clothianidin e tiametoxa), facenti parte del gruppo di insetticidi chimici noti come neonicotinoidi che, rappresentando un grave rischio per le popolazioni di api e bombi, sono stati sospesi, in via cautelativa, nel nostro territorio nazionale, ben prima che poi fosse presa una decisione a livello europeo.
Il ministero della Salute ha, inoltre, partecipato e contribuito fattivamente, a livello europeo, alla predisposizione di specifiche norme che limitassero l’uso di tali sostanze. Nel mese di maggio 2018 la Commissione europea ha adottato tre nuovi regolamenti di esecuzione che hanno imposto ulteriori restrizioni all’impiego delle tre sostanze e hanno previsto la modifica o la revoca delle autorizzazioni dei prodotti che li contengono.
In applicazione di tali regolamenti, in Italia, sono state revocate 13 autorizzazioni e modificate 37 negli impieghi. Si sottolinea che sempre per la tutela delle api in Italia e in Unione europea vige attualmente il divieto di utilizzo di sementi trattate con sostanze neonicotinoidi in campo aperto.
Attualmente il ministero della Salute continua nel suo impegno attraverso propri esperti nella revisione delle linee guida sulle api, promossa da EFSA, volte a salvaguardare gli insetti impollinatori da eventuali rischi correlabili all’uso dei pesticidi, pur mantenendo la possibilità di una difesa fitosanitaria delle produzioni agricole.
Il ministero della Salute è anche direttamente coinvolto nell’applicazione della Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari alla quale è stata data attuazione con il Piano di Azione Nazionale (PAN) adottato in Italia con Decreto interministeriale il 22 gennaio 2014, ora in corso di revisione, dove sarà introdotto uno specifico obiettivo relativo alla tutela delle api da conseguire attraverso l’attuazione di misure appropriate.
Corso di micologia Valido per la richiesta del tesserino regionale L.R.32/98
Le 6 lezioni si terranno nei giorni
martedì e giovedì dalle ore 17,30
Via Porta S. Martino 38 Palestrina
Inizio crso 6 maggio 2014
Info 06 9532 2475

A cura degli operatori sanitari dell’ASL Roma 5
“A noi il dovere della comunicazione per la vostra scelta informata”
Per saperne di più o per avere indicazioni sui punti vaccinali chiama

Orari: dal Lun. al Ven. dalle ore 08:30 alle ore 13:30
Cosa sta succedendo?
Recentemente alcuni casi di meningite nel territorio della nostra Azienda Sanitaria hanno generato preoccupazione nella popolazione. Per indicazione della Direzione Generale e seguendo le informazioni del sito del Ministero della Salute, abbiamo elaborato alcune risposte alle possibili domande degli utenti.
Oggi, nella nostra Regione il rischio di avere una meningite non è più alto che negli anni passati e rimane un evento molto raro. Durante il 2016, nella ASL Roma 5 si è verificato un solo caso di Meningite da meningococco, la forma cioè che si accompagna al 10% di mortalità.
Il nostro sistema ospedaliero offre cure tempestive ed efficaci ed i medici sono preparati a questo tipo di evenienza. Anche il sistema di sorveglianza dei casi di meningite funziona bene e la trasmissione delle informazioni necessaria alle autorità sanitarie per identificare i contatti dei malati e alla loro profilassi ha dato i risultati sperati, in quanto non si è verificato nessun caso di contagio.
1. Che cos'è la meningite?
E' un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). Generalmente riconosce una causa infettiva, tuttavia esistono anche forme non infettive (es. da farmaci, da neoplasia). La meningite infettiva può essere causata da virus, batteri e funghi o miceti. Quella virale, detta anche meningite asettica, è la forma più comune; di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell'arco di 7-10 giorni. La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più grave e può avere anche conseguenze letali. La meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria e può rappresentare un pericolo per la vita.
2. Quali sono le cause della meningite infettiva?
Gli agenti della meningite infettiva possono essere da virus, batteri e funghi o miceti. Gli agenti batterici sono diversi e il più temuto, sebbene non sia il più frequente, è Neisseria meningitidis (meningococco), di cui esistono diversi sierogruppi; quelli che causano malattia nell’uomo sono A, B, C, Y, W135 e meno frequentemente X. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. Altri agenti batterici causa di meningite sono Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Gli agenti virali i più comuni sono l'herpesvirus, l'enterovirus, il virus dell’influenza. La meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit immunologico.
3. Come si trasmette?
La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte. Tuttavia, l'essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia: per molti agenti patogeni (come meningococco, pneumococco e emofilo), infatti, è frequente lo stato di portatore, cioè di individuo sano, nella cui faringe risiedono questi batteri, senza alcuna sintomatologia e senza un aumentato rischio di sviluppare la malattia.
4. Come si sviluppa l'infezione nell'organismo?
Solitamente, l'infezione non si origina dalla faringe, da cui gli agenti possono raggiungere le meningi attraverso il flusso sanguigno. La meningite può però anche rappresentare l’evoluzione di una otite o sinusite o direttamente da un'infezione a livello cerebrale derivata da una frattura del cranio. La presenza del microorganismo nel sangue può anche dare setticemia (condizione grave).
5. Qual è il periodo di incubazione della malattia?
ll tempo può variare a seconda dell'agente causale e della condizione clinica. Il periodo di incubazione della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni; per la forma batterica il periodo di incubazione può essere più lungo, dai 2 ai 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria dei contatti). La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta e nei giorni immediatamente precedenti l’inizio dei sintomi.
6. Quali sono i sintomi?
I primi sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre, pallore, fotosensibilità; un segno tipico è la rigidità della nuca.
Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.
La meningite e la sepsi meningococca si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore, e la comparsa di petecchie sulla pelle (piccole macchie rossastre o violacee dovute a micro-emorragie dei vasi).
7. Come si fa diagnosi di meningite?
La diagnosi precoce è fondamentale per una prognosi più favorevole della malattia. In presenza di un sospetto è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico che valuterà l’opportunità di un ricovero ospedaliero. L'esame cardine della diagnostica è l'analisi del liquido spinale (liquor), attraverso la puntura lombare, con analisi citochimica, colturale e biologia molecolare.
8. Come si cura?
Il trattamento deve essere tempestivo. La meningite batterica viene trattata con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo responsabile dell'infezione viene caratterizzato e identificato. Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è appropriata, ma la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto. L’identificazione dell’agente che causa la malattia è importante, sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire la necessità della profilassi dei contatti. I nostri medici negli Ospedali hanno la competenza necessaria per curare con i farmaci più efficaci la malattia.
9. Chi sono i gruppi più a rischio di contrarre la malattia?
La meningite può colpire persone di tutte le età ma i bambini sotto l’anno, i bambini più grandetti e gli adolescenti sono a maggior rischio, così come le persone ammalate o con problemi che interessano il sistema immunitario. Per tutte queste categorie è raccomandata la vaccinazione secondo quanto indicato dal calendario vaccinale della nostra Regione.
10. Cosa si fa in Italia per il controllo della meningite?
In Italia dal 1994 è attivo un sistema di sorveglianza nazionale dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi include tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo (i batteri più frequentemente responsabili di sepsi). Il sistema prevede la segnalazione di tutte le forme di malattia invasiva da patogeni per i quali esiste un vaccino disponibile. Gli obiettivi sono il monitoraggio dell’andamento dei casi e la loro descrizione per frequenza, agente patogeno (distribuzione dei sierogruppi/sierotipi circolanti), area geografica e fascia d’età, la stima della quota di infezioni invasive prevenibili da vaccino e la valutazione dei casi di fallimento vaccinale. La sorveglianza è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità ed è estesa a tutto il territorio nazionale.
11. Cosa fa l’Azienda Sanitaria in presenza di casi di meningite?
Per prima cosa è necessario identificare al più presto il patogeno per scegliere le misure di profilassi più adeguate. Occorre identificare i conviventi e coloro che hanno avuto contatti stretti con l’ammalato nei 10 giorni precedenti la data della diagnosi, da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria. Dieci giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia. Qualora al momento dell’identificazione fossero già trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, i soggetti esposti non sono più considerati a rischio (vedi Circolare Ministeriale n. 4 del 13 marzo 1998).
12. Perché i media parlano oggi di “epidemia” di meningite?
Le notizie rilasciate dai media e rilanciate dai social media tendono ad amplificare la percezione dei casi effettivi e, a volte, a creare preoccupazione e allarmismo. L’andamento della malattia è soggetto a stretta sorveglianza da parte di personale specializzato e il numero di casi che si sono verificati nel 2016 (178 in tutta Italia) rientrano nella norma attesa, coerentemente con le variazioni stagionali previste. Oggi quindi non esiste nessuna epidemia o un pericolo maggiore di contrarre la malattia rispetto agli anni passati.
13. Come si previene la meningite?
La vaccinazione è sicuramente lo strumento più efficace per la prevenzione della meningite batterica.
14. Come vaccinarmi?
In Italia sono disponibili diversi vaccini contro la meningite che hanno diverse indicazioni:
- La vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.
- La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.
- La vaccinazione contro Neisseria meningitidis C (meningococco C) è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. E' raccomandata anche per gli adolescenti suscettibili (11-18 anni). Per chi è stato vaccinato da bambino, la necessità di un richiamo nell’adolescenza è allo studio.
- La vaccinazione contro Neisseria meningitidis B (meningococco B) prevede schemi vaccinali differenti per numero di dosi, a seconda dell’età di inizio della vaccinazione ed è raccomandata solo per i bambini sotto l’anno di età.
- La vaccinazione quadrivalente contro il meningococco A-C-Y-W135 conferisce protezione nei confronti della meningite causata da 4 diversi sierogruppi, e consiste nella somministrazione di una singola dose a partire dai 12 mesi di età. E’ il vaccino normalmente utilizzato per gli adulti dei gruppi a rischio.
15. Se si fa il vaccino per la meningite si possono evitare gli altri vaccini?
Soprattutto per i bambini è necessario seguire il calendario vaccinale della Regione Lazio che include molte altre vaccinazioni anche “salvavita” o che migliorano la loro capacità di mantenersi in salute e prevenire malattie molto più frequenti che la meningite.
Calendario vaccinale

Leggi anche il Comunicato del Ministero della Salute del 3 Gennaio 2017 che riassume la situazione generale del nostro Paese cliccando QUI.
16. Riferimenti
Ministero della Salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria. www.salute.gov.it (Ultimo accesso 1/01/2017)
Istituto Superiore di Sanità. http://www.iss.it/mabi/ (Ultimo accesso 1/01/2017)
Epicentro. Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica. Malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti) http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/meningite.asp (Ultimo accesso 1/01/2017)
La DIFTERITE
Anni fa, la difterite era una delle principali cause di morte nei bambini. Oggi è diventata rara nei Paesi sviluppati, soprattutto grazie alla diffusione del vaccino.
La difterite è una malattia infettiva molto grave che si trasmette per lo più per via aerea attraverso le goccioline emesse nel parlare, starnutire o tossire. È causata da una tossina prodotta dal Corynebacterium diphtheriae, un batterio che può causare danni anche gravi in molti organi, come cuore e nervi, e tipicamente provoca la formazione di membrane nel naso, nella gola e nella laringe che, quando molto sviluppate impediscono la normale respirazione e possono far soffocare il malato. Circa 1-2 casi su 10 possono essere mortali, anche se curati con gli antibiotici.
Alcuni casi sono stati segnalati anche in Italia, tutti in persone non vaccinate. Casi mortali in bambini non vaccinati in Inghilterra, Spagna e Belgio hanno dimostrato di recente che il batterio circola ancora in Europa e la vaccinazione è la misura più valida per arginarla.
Tuttavia, nonostante i successi raggiunti nel controllo della difterite, i frequenti spostamenti di persone tra Paesi diversi rappresentano un fattore di rischio per la diffusione della malattia.
La PERTOSSE
La pertosse è una malattia infettiva molto contagiosa causata dal batterio Bordetella pertussis, che si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva o la tosse, o con gli starnuti o anche semplicemente parlando. Provoca accessi di tosse che terminano tipicamente con una prolungata inspirazione profonda dal suono acuto. All’inizio si presenta con starnuti, tosse lieve, naso umido e qualche volta anche con febbre per 10-15 giorni. Via via che si guarisce gli attacchi di tposse sono meno frequenti e meno coinvolgenti. In un bambino su quattro si può sviluppare una polmonite, con ulteriori difficoltà respiratoria o altre volte si accompagna un’otite (infezione dell’orecchio). La malattia può essere particolarmente grave nel 1° anno di vita con crisi di apnea (soffocamento), che costringono al ricovero in ospedale. A questa età è più facile il coinvolgimento del cervello con potenziali lesioni permanenti e, nei casi più gravi, anche la morte.
Contrariamente ad altre malattie infettive, l’immunità conferita dalla pertosse non è definitiva ma si riduce nel tempo, e in età adulta può presentarsi una seconda pertosse. Negli adulti la malattia è più lieve, ma di lunga durata. Queste forme “attenuate” spesso non vengono riconosciute e possono facilmente contagiare i bambini più piccoli.
Con la vaccinazione i casi sono molto diminuiti in tutta Italia, anche se si registrano ancora diverse centinaia di casi ogni anno.
Il TETANO
Malattia infettiva molto grave che spesso conduce a morte, causata da una tossina prodotta dal batterio chiamato Clostridium tetani.
Le spore del batterio (cioè una forma poco attiva che si ritrova nell’ambiente esterno) possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e penetrano nel nostro corpo attraverso ferite o punture di spine. Nel corpo le spore si attivano e producono le tossine responsabili della malattia. Una volta penetrate nell’organismo umano le spore possono trasformarsi nelle forme vegetative che producono la tossina.
Il batterio non invade i tessuti ma la tossina tetanica raggiunge, attraverso il sangue e la linfa, il sistema nervoso centrale, con contrazione involontaria e rigidità dei muscoli. Il tetano obbliga spesso a lunghi ricoveri in ospedale, per lo più nei reparti di rianimazione, e in circa 4 casi su 10 può provocare la morte. La malattia non è contagiosa ma fortemente minacciosa per la sopravvivenza dei malati.
In Italia è ancora frequente con circa 50-80 casi l’anno, in generale su persone non vaccinate o vaccinate in maniera incompleta, spesso in età adulta.
La rete StopVelutina segnala che la Vespa Velutina quest’anno è già stata avvistata in Italia: nei primi giorni di febbraio le regine sono state viste nel Ponente Ligure; nei giorni scorsi un nido primario è stato trovato a Bordighera, nei pressi di Imperia.
La Vespa Velutina, o calabrone asiatico, è una specie esotica invasiva originaria dell’Asia sud-orientale (Cina del sud, India del nord, penisola indocinese, arcipelago indonesiano) che si sta diffondendo in Europa dal 2004 e in Italia dal 2012. Penetrata in Liguria dal confine francese, è presente nel nord Italia e dal 2017 in Toscana.
E’ predatrice di api e in grado di provocare ingenti danni all’apicoltura e alla biodiversità: oltre a cacciare direttamente le api all’ingresso dell’arnia, impedisce loro di uscire per raccogliere nettare e polline, indebolendo in questo modo anche le colonie che rischiano di morire.
Quest’anno il suo arrivo è molto precoce, come ha speigato Laura Bortolotti del Centro Agricoltura e Ambiente del CREA, coordinatrice nazionale di StopVelutina “Di solito vediamo le regine volare a marzo o addirittura aprile, quando hanno già costruito i nidi primari. Il fatto che caccino già a inizio febbraio è veramente insolito”.
La rete invita quindi avviare il monitoraggio attivo in tutte le regioni colpite a rischio (Liguria, Piemonte, Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), ed eventualmente a posizionare trappole anti-vespa negli alveari per prevenire la diffusione delle regine e la loro capacità di fondare nuove colonie, ma per periodi brevi perché impattano anche sugli insetti dei nostri ecosistemi.
A cura della segreteria SIMeVeP
Corso di Formazione Micologica valido per il rilascio del tesserino regionale per la raccolta dei funghi legge regionale del Lazio n. 32/98
Giorni ed orario delle lezioni:
Martedì 6 maggio dalle ore 17.40 alle ore 20.00
Giovedì 8 maggio dalle ore 17.40 alle ore 20.00
Sabato 10 maggio dalle ore 10.00 alle ore 12.20
Martedì 13 maggio dalle ore 17.40 alle ore 20.00
Giovedì 15 maggio dalle ore 17.40 alle ore 20.00
Sabato 17 maggio dalle ore 10.00 alle ore 12.20
Per informazioni rivolgersi agli Ispettorati Micologici Azienda Unità Sanitaria Locale Roma G di:
Monterotondo: Via Monte Grappa n. 60 Tel. 06 90093510/560 - Fax 06 90080056
Subiaco: Via Cadorna n. 8 Tel. 0774 84963 - Fax 0774 83971
Tivoli: Via Galli n. 39 Tel. 0774 3164605 - Fax 0774 3164673
Oppure ai Tecnici della Prevenzione - Micologi:
Antonino Antonini Tel. 335.182 0936
Virginio Federici Tel. 349.455 9035
Settimio Frappetta Tel. 338.216 2822
LOCANDINA
Valmontone Centro didattico M.Gatti
3-4-5- marzo 2014 Valmontone Centro di formazione M.
Crediti formativi 30
Il controllo ufficiale dei funghi essiccati destinati al consumo umano: alimenti, integratori, micoterapici
RELATORI
Dr. Nicola Sitta
Docente corsi nazionali Trento e Perugia
Micologo
Dr. Mauro Lorenzi
Farmacologo
Micologo
Dr. Alessandro Iori
Tecnico della prevenzione - Micologo
Responsabile laboratorio micologico ASL RM G
Dr. Giovanni Simeoni
Tecnico della prevenzione - Micologo
Responsabile Ispettorato micologico ASL RM G
RESPONSABILE SCIENTIFICO
Dr. Alessandro Iori
info:
335 8729 604
335 8724 448
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L’acido ossalico si scioglie in una certa misura nell’acqua, ma ha una notevole attrazione per la glicerina. Questo rende la glicerina un solvente efficace per l’uso dell’acido ossalico come trattamento per la varroa nell’alveare, soprattutto perché la sua natura oleosa conferisce anche un’affinità alla cuticola dell’ape (e degli acari).
Questo comportamento dell’acido ossalico è stato notato da un gruppo argentino che ha iniziato a vendere una nuova formulazione chiamata Aluen CAP. Il prodotto è stato testato, con risultati sorprendenti, dal ricercatore Matías Maggi: controllo eccellente degli acari senza effetti negativi sulle api e senza residui nel miele (è considerato come trattamento “biologico”). In Argentina, a differenza di altri paesi, il prodotto è stato autorizzato quindi oggi è quasi impossibile trovarlo sul mercato, tranne che nella stessa Argentina.
Da marzo saranno gli apicoltori sardi, soci dell’associazione Apiaresos, a testare per la prima volta in Italia l’Aluen Cap. La sperimentazione, autorizzata dal ministero per 5000 dosi, fa capo al dipartimento di scienze dell’ambiente dell’ateneo di Cagliari (referente Alberto Angioni) e al dipartimento di agraria dell’università di Sassari (Ignazio Floris).
Tuttavia, diverse formulazioni sono apparse per preparare questo tipo di soluzioni in modo artigianale, di cui si evidenzia la preparazione in strisce di cartone (di Fernando Esteban, direttore della rivista Espacio Apícola) e anche quella applicata in salviettine blu multiuso (dal Scienziato americano Randy Oliver). Entrambi sono stati testati con buoni risultati.
Il vantaggio di queste applicazioni è che si ottiene un metodo a rilascio prolungato per l’acido ossalico nell’alveare uccidendo continuamente gli acari per più di un ciclo riproduttivo. In questo modo si superano i limiti dei metodi di applicazione dell’acido ossalico mediante gocciolamento o vaporizzazione, il cui trattamento si deve ripetere ogni quattro giorni per seguire il ciclo di riproduzione della varroa.
Tuttavia, ha anche alcuni svantaggi:
Il lavoro coinvolto. Tenendo conto che devi applicare 4 strisce per alveare per 2 volte (8 strisce per alveare) se avessimo, ad esempio, 1500 alveari da trattare sarebbero 12.000 strisce da preparare, il quale sarebbe una grande mole di lavoro se contiamo di doverli introdurre uno alla volta e poi rimuoverli uno per uno per toglierli (indossando guanti di nitrile in ogni fase). Manipolazione pericolosa. Dobbiamo occuparci di strisce di rifiuti corrosivi e pericolosi. Le strisce consumate che togliamo dall’alveare contengono ancora abbastanza acido, quindi non devono essere toccate direttamente con le mani né gettate sul retro del veicolo o del camion. È importante tenere a mente le misure di sicurezza ogni volta che le soluzioni vengono preparate e manipolate.
Con la presente desidero esprimere alle SS.VV. un sentito ringraziamento per la disponibilità e l'attenzione dimostrata nei riguardi dell'iniziativa in oggetto che ha comportato il coinvolgimento di esperti micologici dell'ASL ROMA G, che si sono resi disponibili nel laboratorio "Forme di Micodiversità a tutela dell'ecosistema forestale" al fine di far comprendere meglio, alle scolaresche intervenute, il variegato mondo dei funghi e...[Leggi tutto]
Tabella degli acaricidi consentiti in Italia aggiornata al 21.01.2019
Valmontone 4 – 5 – 6 dicembre 2013
Centro di formazione M.Gatti
RELATORI:
Dr. Alessandro Iori
Tecnico della prevenzione micologo
Responsabile laboratorio micologico ASL RM G
Dr. Domenico Monteleone
Farmacologo - micologo
Dirigente Ministero della Salute
Dr. Marco Melillo
Dirigente medico Pronto soccorso
Ospedale di Colleferro ASL RM G
Dr. Giovanni Simeoni
Tecnico della prevenzione - micologo
Responsabile Ispettorato micologico
ASL RM G
RESPONSABILI SCIENTIFICI
Alessandro Iori - Giovanni Simeoni
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Locandina, Brochure, Programma e Scheda di iscrizione
CORSO DI MICOLOGIA
VALIDO PER IL RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI L.R.32/98
IL CORSO INIZIERA’ IL 28 OTTOBRE 2013 PRESSO I LOCALI DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE SITI IN COLLEFERRO VIA DEGLI ESPLOSIVI 9 Palazzina verde 1° piano
ORARIO INIZIO LEZIONI : 18,30
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: ASL ROMA G VIA DEGLI ESPLOSIVI 9 COLLEFERRO TEL.06 9709 7681 / 335 872 4448
LOCANDINA
Domenica 20 ottobre 2013 il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, in collaborazione con l’Ispettorato Micologico dell’Azienda U.S.L. Roma G, invita tutti ad una giornata Eco-Micologica all’aria aperta presso la Pineta del Comune di Poggio Moiano, con escursioni e stand informativi per conoscere e diffondere la cultura dei funghi.
Il programma prevede...[LEGGI TUTTO]
Il Ministero della Salute ha autorizzato all'immissione in commercio il medicinale veterinario Api-Bioxal 62 mg/ml, soluzione per alveare.
Titolare della AIC la ditta Chemicals Laif Spa. Il farmaco è indicato per il trattamento della varroasi causata dalla Varroa destructor nelle api (Apis mellifera).
Il principio attivo è acido ossalico biidrato 62,0 mg (pari a 44,2 mg di anidro).
Vendita non sottoposta all'obbligo di ricetta medico veterinaria e non riservata esclusivamente alle farmacie.
Validità - Il periodo di validità del medicinale veterinario confezionato per la vendita è 2 anni; dopo la prima apertura è di 3 mesi.
Tempi di attesa - Zero giorni per il miele. Non trattare gli alveari con i melari in posizione o durante il flusso di miele.
Confezioni autorizzate e numeri di A.I.C. Bottiglia da 500 ml in HDPE - A.I.C. n. 104384045 Contenitore da 5 L in HDPE - A.I.C. n. 104384058 Contenitore da 5 L in LDPE - A.I.C. n. 104384060
Autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale veterinario Api-Bioxal 62 mg/ml, soluzione per alveare (nuova forma farmaceutica del medicinale veterinario gia' autorizzato API-Bioxal, 886 mg/g, polvere solubile per api).
VALIDO PER IL RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI LEGGE REGIONALE DEL LAZIO N. 32/98
Sede del Corso: Croce Rossa Italiana - Comitato Locale Nomentum Via Nomentana, 373 Fonte Nuova
Data di inizio: 20 maggio 2013
Costo: 50,00 euro
Giorni ed orario delle lezioni
Lunedì 20 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.20
Mercoledì 22 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.20
Sabato 25 maggio dalle ore 16.00 alle ore 18.20
Lunedì 27 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.;20
Mercoledì 29 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.20
Sabato 1 giugno dalle ore 16.00 alle ore 18.20
Per informazioni rivolgersi all'Ispettorato Micologico Azienda USL ROMA G di Monterotondo Via Monte Grappa, 60 tel. 06.9009 3510/560, oppure:
Tecnico della Prevenzione - Micologo Virginio Federici tel. 349.455 9035
Tecnico della Prevenzione - Micologo Settimio Frappetta tel. 338.940 6866
Comunicazione agli Apicoltori
Il censimento annuale degli apiari è obbligatorio per tutti gli apicoltori, anche se detengono un solo alveare, aggiornando la BDA per mezzo dei propri delegati
dal 01 Novembre al 31 Dicembre
pertanto siete invitati a presentare la
“Dichiarazione di aggiornamento della BDA per l’anno 2018”
nei termini indicati.
L’Ispettorato Micologico della Roma G detta alcune indicazioni per la prevenzione e l’adozione di semplici regole da rispettare al fine di evitare morti per ingestione da funghi velenosi
Con l’arrivo del caldo primaverile è iniziata la stagione micologica e con essa i primi casi di avvelenamento e intossicazione da consumo di funghi.
La comparsa delle prime specie di funghi risveglia quella che è una vera e propria passione popolare: la raccolta a scopo alimentare di questi profumati prodotti naturali.
Con i funghi però non si scherza, ogni anno si verificano numerosi casi di ricovero in ospedale a seguito di intossicazioni le quali, nella ipotesi peggiore, possono esse anche mortali, come purtroppo è accaduto in più casi nel 2012, anche durante i mesi primaverili.
L’Ispettorato Micologico della ASL Roma G, struttura di riferimento della Regione Lazio, nella scorsa stagione è intervenuto ininterrottamente presso le strutture di pronto soccorso, dove intere famiglie sono state curate per aver consumato specie velenose scambiate con quelle commestibili.
E’ di fondamentale importanza, quindi, prevenire il verificarsi delle intossicazioni, adottando tutte le necessarie precauzioni, attenendosi ad alcune semplici regole che dovrebbero essere sempre rispettate:
Valido per la richiesta del tesserino regionale per la raccolta dei funghi ai sensi della L.R.32/98.
Il corso articolato in sei incontri (martedì e giovedì), avrà inizio il 7 maggio 2013 alle ore 18, presso i locali del Dipartimento di Prevenzione, Via Porta S. Martino 38, Palestrina e proseguirà nei giorni 9 – 14 - 16 – 21 – 23 maggio 2013.
Costo euro 50,00
info: 06 9532 2475 - 79
Nascosti su alberi alti e frondosi oppure su cornicioni posizionati anche a 20 metri di altezza, i nidi di velutina sono estremamente difficili da vedere. Eppure la loro individuazione e distruzione sono le principali opzioni che abbiamo per frenare la diffusione di questo pericoloso insetto alieno. Ora un team franco-inglese di scienziati ha testato una tecnica che si è rivelata molto promettente per scovare i nidi di calabrone asiatico: la radio-telemetria.
Comprendere il percorso di volo di una velutina catturata vicino ad un alveare sarebbe fondamentale per capire dove è situato il suo nido di partenza e andare a distruggerlo. Ecco perché molti scienziati hanno provato a stanare i nidi le velutine con droni e radar, senza però raggiungere ancora risultati soddisfacenti. Un team di scienziati dell’Università di Exter in Inghilterra, in parallelo con i colleghi francesi dell’INRA, ha provato ad usare la radio-telemetria. I risultati, pubblicati su Communications biology, una rivista di Nature, riaccendono le speranze di poter trovare i nidi in maniera facile ed efficiente.
La radio-telemetria consiste nel rendere tracciabili gli animali installando sul loro corpo un tag (transponder) che invia segnali ed è una tecnica è di ampio uso nello studio e monitoraggio di mammiferi, di uccelli e persino di pesci. Nessuno finora l’aveva mai provata su un insetto sociale come il calabrone asiatico.
La principale difficoltà era quella di capire se un insetto può ancora volare dopo che gli si è installato un tag sul corpo. I ricercatori hanno testato diverse soluzioni, attaccando il tag sul ventre dell’insetto sia in gabbie sperimentali che in campo aperto, arrivando ad una conclusione: il tag può arrivare a pesare fino all’80% del peso del corpo di una velutina. Se un calabrone pesa quindi 0,35 grammi può sopportare un tag di 0,28 grammi senza aver problemi a volare, una conclusione valida per l’81% degli insetti su cui era stato attaccato un transponder.
Risolto questo problema gli scienziati hanno provato a verificare se la radio-telemetria riuscisse a individuare i nidi di calabrone. Ebbene, sia in un’area urbanizzata (nel circondario di Bordeaux in Francia) che in una naturale (sull’isola di Jersey, a sud della Gran Bretagna), questa tecnica ha dato ottimi risultati. Tutti i calabroni “taggati” sono stati tracciati ottimamente ed è stato possibile individuare il nido nel 63% dei casi: quattro calabroni su sei, nello studio francese e uno su due, in quello inglese (2 calabroni sono invece andati in un luogo inaccessibile e l’ultimo è stato bloccato nel suo volo da una forte pioggia). Il nido più vicino era a 45 metri dal luogo di rilaschio del calabrone taggato, il più lontano 1,3 Km.
La radiotelemetria, anche se i numeri della sperimentazione sono ancora esigui, sembra dunque essere una tecnica promettente. I suoi svantaggi sono il costo – gli autori dello studio calcolano un costo approssimativo iniziale di 2.300 euro per acquistare l’antenna e di circa 160 euro per ogni tag – però oltre ad essere efficiente, sembra una tecnica rapida: nello studio per trovare ogni nido sono bastate 2 persone e 2-3 ore di tempo.
VALIDO PER IL RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI LEGGE REGIONALE DEL LAZIO N. 32/98
Sede del Corso: Ristogrill - Area Shell Monterotondo (Zona Ind.le) Via Leonardo Da Vinci 25/27
Data di inizio: 23 ottobre 2012
Costo: 25,82 euro
Giorni ed orario delle lezioni
Martedì 23 ottobre ore 17.00
Giovedì 25 ottobre ore 17.00
Sabato 27 ottobre ore 10.00
Martedì 30 ottobre ore 17.00
Martedì 6 novembre ore 17.00
Giovedì 8 novembre ore 17.00
Per informazioni rivolgersi all’Ispettorato Micologico Azienda USL ROMA G di Monterotondo Via Monte Grappa, 60 tel. 0690093510/560, oppure:
Tecnico della Prevenzione - Micologo Virginio Federici tel. 349 455 9035
Tecnico della Prevenzione - Micologo Settimio Frappetta tel. 338 216 2822
Dipartimento di Prevenzione - Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione
Ispettorato micologico - Struttura tecnica di riferimento regionale
CORSO DI FORMAZIONE ECM
Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro micologi
“Le specie fungine tossiche dell’Appennino laziale”
Valmontone 25-26 ottobre 2012 Centro di formazione M.Gatti
23 Crediti formativi
RELATORI
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Dr.Alessandro Iori Tecnico della prevenzione micologo responsabilelaboratorio micologico ASL RM G Dr.Domenico Monteleone Farmacologo - micologo Dirigente Ministero della Salute Dr. Marco Melillo Dirigente medico Pronto soccorso Ospedale di Colleferro ASL RM G Dr.Giovanni Simeoni Tecnico della prevenzione - micologo Coordinatore Ispettorato micologico ASL RM G RESPONSABILI SCIENTIFICI Alessandro Iori- Giovanni Simeoni |
info: 335 8729 604 - 335 8724 448
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Negli ultimi decenni il numero di api mellifere, api selvatiche e altri impollinatori è diminuito in Europa. Parassiti, patogeni, pesticidi e cambiamenti climatici hanno tutti portato la mortalità delle api a livelli preoccupanti. Attualmente, l’Europa ha circa
13 milioni di colonie di api mellifere in meno rispetto al fabbisogno di un’adeguata impollinazione delle colture.
Il pesante calo di api mellifere ha ispirato molti sforzi in tutta Europa per contrastare il problema. Due aziende hanno guadagnato un finanziamento dell’UE grazie alle loro innovative soluzioni per l’apicoltura: un metodo di controllo biologico privo di sostanze chimiche sostenuto dal progetto HApi e una concezione di arnia connessa che ha ricevuto aiuti da BEE LABEL.
Controllo dell’acaro Varroa
Il metodo di controllo biologico proposto da una società di consulenza ingegneristica austriaca si è incentrato sulla lotta alle infestazioni dell’acaro Varroa e sull’indebolimento del virus delle ali deformi che esso trasporta. Gli acari parassitari si infiltrano nelle arnie attaccandosi al dorso delle api adulte. Successivamente penetrano nei favi di covata e, una volta che questi sono sigillati, iniziano a nutrirsi dalle api in crescita. In pochi giorni, l’acaro madre inizia a deporre le uova, la cui progenie si accoppia una volta
raggiunta la maturazione. Nel momento in cui le giovani api si sviluppano e lasciano la cella, almeno tre acari fecondati emergono con loro, continuando il ciclo. Una grande infestazione di acaro Varroa è in grado di uccidere interi alveari attraverso le malattie e i virus che trasmette.
La maggior parte dei trattamenti affronta il problema utilizzando sostanze chimiche per mantenere bassi i livelli di acari. Tuttavia, per evitare gli effetti avversi di queste sostanze sulla qualità della cera e sul sapore del miele, le arnie vengono trattate solo dopo l’estrazione del miele. Aspettare, d’altra parte, pone i suoi problemi: i cambiamenti climatici hanno anticipato il periodo riproduttivo delle api, il che dà agli acari più tempo per riprodursi.
Il metodo innovativo dell’azienda rende possibile effettuare il trattamento all’inizio della stagione, poiché non utilizza sostanze chimiche. La sua efficacia si basa su un elemento fondamentale: durante la fase di metamorfosi da larve ad api mature, esse sono in grado di sopportare temperature molto elevate, mentre i parassiti non riescono a farlo.
I telai che contengono i favi di covata vengono inseriti in un dispositivo, il Varroa Controller. Qui, i favi di covata sigillati sono esposti a temperature di 40-47 °C per due ore, operazione che non danneggia minimamente le larve, ma che fa morire gli acari nel giro di qualche ora.
Arnie connesse
Una start-up francese ha affrontato il problema del calo della popolazione di api da un’angolazione diversa, sviluppando cioè un sistema di telerilevamento, chiamato Bee Label, che avverte gli apicoltori di eventuali problemi nelle loro arnie.
La temperatura, la luminosità, l’umidità, l’orientamento e la stabilità a terra delle arnie intelligenti sono monitorati attraverso dei sensori. Un sensore di massa mantiene gli apicoltori aggiornati sulla dimensione della colonia e sulla
produzione di miele. Anche i cambiamenti climatici che influiscono sul comportamento delle api sono registrati attraverso la funzione relativa alla pressione atmosferica. Le informazioni vengono inviate agli apicoltori per e-mail o messaggio.
Il sistema è inoltre dotato di una soluzione per il crescente
problema del furto di arnie: un allarme antifurto avvisa gli apicoltori se le arnie vengono spostate.
BEE LABEL (Bee Label: A new remote beehive surveillance for better bee health and secured pollination) sta lavorando per migliorare il sistema aggiungendo nuovi sensori, telecamere e pannelli solari. HApi (HApi – Hyperthermia in Apiculture – A new product against the Deformed Wing Virus of honey bees), ormai terminato, era incentrato sull’ipertermia come metodo di controllo biologico privo di sostanze chimiche.
Per maggiori informazioni, consultare:
sito web di Bee Label e sito web di Varroa Controller
Fonte: Cordis
CORSO DI FORMAZIONE MICOLOGICA
VALIDO PER Il RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI LEGGE REGIONALE DEL LAZIO N.32/98
Sede del Corso: Centro Sociale per Anziani di Mentana Via Gli Giolitti, 21/23
Data di inizio: 12 giugno 2012
Costo: 251 82 euro
Giorni ed orario delle lezioni:
Martedì 12 giugno ore 17.00
Giovedì 14 giugno ore 17.00
Sabato 16 giugno ore 10.00
Martedì 19 giugno ore 17.00
Giovedì 21 giugno ore 17.00
Sabato 23 giugno ore 10.00
Per informazioni rivolgersi all'Ispettorato Micologico A.S.L. Roma G di Monterotondo Via Monte Grappa, 60 tel. 06.9009 3510/560 oppure ai
Tecnici della Prevenzione Micologi: Virginio Federici tel. 349.455 9035 e Settimio Frappetta tel. 338.216 2822
DIPARTIMENTO DI PREVENZiONE
Servizio Igene degli Alimenti e della Nutrizione
Ispettorato Micologico di Monterotondo
Via Monte Grappa, 60 - 00015 Monterotondo (Rm) Tel 06.9009 3510/560 -Fax 06.9008 0056
SCARICA LA LOCANDINA
Per gli adempimenti di competenza si trasmette il Piano di controllo della Varroa per il 2018 elaborato dal Ministero della Salute di concerto con il Centro di Referenza Nazionale.
Come noto tra i vari problemi sanitari che interessano l'apicoltura la varroatosi ne rappresenta forse ilproblema principale, considerati ...[leggi tutto]
L'Ispettorato Micologico di Monterotondo dell'Azienda USL ROMA G - Dipartimento di Prevenzione, organizzerà dal 10 maggio p.v. un Corso di Formazione Micologica presso il Ristorante "La Macchia del Barco" di Sandro Fiorenza Via delle 60 Rubbia, 15 Monterotondo, valido per il rilascio del tesserino regionale per la raccolta dei funghi epigei spontanei, ai sensi della Legge Regionale del Lazio n. 32/98.
SCARICA LA LOCANDINA
Un esemplare di Vespa orientalis è stato intercettato nel porto di Genova, anche grazie alle campagne informative e ai sistemi di monitoraggio stabiliti a livello regionale per combattere l’invasione della Vespa velutina. Andrea Valle, il portuale che per primo l’ha notata, l’ha subito intercettata e fotografata per consentire ai ricercatori e agli entomologi di studiarla.
Come gli altri calabroni, Vespa orientalis spesso si sposta da una zona all’altra sfruttando l’uomo e il trasporto delle merci soprattutto via mare: porti e in generale aree di transito sono vere e propri “varchi d’ingresso” per queste specie, come dimostra il recente ritrovamento a Genova e alcune precedenti segnalazioni nel Lazio e a Valencia, in Spagna.
L’esemplare di Vespa orientalis è stato intercettato nel porto di Genova anche grazie alle campagne informative e ai sistemi di monitoraggio stabiliti a livello regionale per combattere l’invasione della Vespa velutina. Andrea Valle, il portuale che per primo ha notato la Vespa orientalis, l’ha subito intercettata e fotografata per consentire ai ricercatori e agli entomologi impegnati nei progetti Life Stopvespa e Stopvelutina un’identificazione certa.
La speranza è che si tratti di un esemplare isolato e che non siano presenti nidi. «Si consiglia e richiede alle persone di installare bottiglie trappola come fatto per la Vespa velutina, per monitorarne l’eventuale presenza, prestando particolarmente attenzione ad individui sospetti» – è l’appello di AlpaMiele.
«Ad un occhio poco allenato i calabroni e le vespe possono sembrare tutte uguali, ma hanno caratteristiche precise che le distinguono; per aiutare l’identificazione, è necessario fotografare gli esemplari ed eventualmente conservarli in freezer per successive verifiche da parte degli studiosi».
Biologia
Vespa orientalis è simile alla Vespa crabro, cioè al calabrone nostrano. Le dimensioni sono leggermente inferiori (max 27 mm per la regina e 22 mm per le operaie) ed ha una colorazione uniformemente marrone-rossiccia con una ampia fascia gialla disegnata sull’addome che la contraddistingue.
Questa fascia, grazie alla presenza di un pigmento chiamato xantopterina, funziona come un pannello solare e fornisce energia all’insetto. Per questo motivo Vespa orientalis è più attiva ed efficiente nel corso della giornata.
I nidi possono essere anche sotterranei ma in genere sono del tutto simili a quelli di Vespa crabro.
Diffusione e comportamento
Vespa orientalis è diffusa nel sud est europeo, fra cui l’Italia meridionale ed in particolare in Sicilia, nel Medio Oriente, Nord Africa e Madagascar.
Ha un carattere aggressivo anche verso i suoi simili e si mostra aggressiva anche nei confronti dell’uomo quando gli si avvicina: si alza in volo con fare minaccioso come se stesse cercando lo scontro, ma dopo alcuni tentativi, se non molestata, si allontana.
Predazione sugli alveari
Vespa orientalis caccia in modo molto differente da Vespa velutina, ma l’azione di predazione sugli alveari è ugualmente intensa a fine estatee tale da riuscire ad indurre negli alveari una sostanziale inattività.
In letteratura si parla di reazione delle api – quando c’è – con un tentativo di soffocamento per “avvolgimento” di queste vespe. È stato dimostrato che il limite termico di sopravvivenza è, per la Vespa orientalis, 50,6 ± 0,6°C, mentre per le api mellifere: 50,5 ± 0,1°C, pertanto non è la temperatura che in fase di “avvolgimento” uccide la vespa orientale, bensì lo schiacciamento dell’addome che ne impedisce il movimento con conseguente compromissione della respirazione, da cui derivano anche disidratazione ed aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’emolinfa.
Le api non possono uccidere queste vespe pungendole perché il tegumento di questi calabroni è particolarmente resistente tanto da risultare inviolabile ai pungiglioni.
Quando la presenza e l’azione di queste vespe diviene massiccia gli apicoltori spostano gli alveari, perché questa predazione può essere così incisiva e profonda che gli alveari più deboli possono soccombere. Le perdite in consistenza e produzione possono risultare in alcuni casi piuttosto rilevanti.
IZSVE – 31 maggio 2018
CORSO DI FORMAZIONE MICOLOGICA VALIDO PER IL RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI LEGGE REGIONALE DEL LAZIO N. 32/98
La «Carta di San Michele all’Adige» è un documento stilato e firmato da esponenti della ricerca scientifica e da personalità di rilievo del mondo dell’apicoltura e dell’ambientalismo, che vuole sottoporre alle amministrazioni politiche l’urgenza di accordare un’adeguata protezione faunistica all’Apis mellifera (Linnaeus, 1758) e, in particolar modo, alle sue sottospecie autoctone.
Questa specie, pur essendo gestita dagli apicoltori da molti millenni, non può essere considerata un animale domestico e, in quanto insetto pronubo, svolge un ruolo insostituibile per la conservazione della biodiversità e quindi nel mantenimento degli equilibri naturali stessi, senza contare l’impatto sulle produzioni agricole.
Nell’ultimo secolo e mezzo, i progressi tecnologici generali e interni al mondo dell’apicoltura stessa, hanno però involontariamente causato un devastante impoverimento genetico di molti di questi popolamenti locali, con evidenti ripercussioni sotto l’aspetto produttivo e sanitario, mettendo in serio pericolo la conservazione, in Europa, delle sottospecie autoctone di A. mellifera. La valutazione di quanto il depauperamento delle sottospecie di A. mellifera stia provocando ripercussioni negative sugli equilibri ecologici e sul sistema di produzione degli alimenti è in corso, mentre sono noti ed evidenti gli effetti negativi che questa problematica sta producendo all’apicoltura.
Nella «Carta di San Michele all’Adige» sono esposti in modo puntuale gli argomenti scientifici a supporto di questa visione, sulla base dei quali si potrà procedere, secondo varie modalità operative, ad azioni concrete volte alla salvaguardia di A. mellifera anche e soprattutto come entità biologica. Questo documento non vuole contrapporsi alle azioni intraprese dal mondo dell’apicoltura, ma contribuire ad una visione più globale del gravissimo problema del declino delle api mellifere.
Leggi la Carta di San Michele all’Adige »
Izsve – 28 maggio 2018
Funghi velenosi al CAR di Guidonia.
L'Ispettorato micologico della ASL Roma G sequestra e distrugge una partita di funghi destinati al commercio contenente alcuni esemplari della micidiale Amanita phalloides, una specie che può provocare intossicazioni mortali.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU "IL MESSAGGERO"


In occasione della prima Giornata mondiale delle api, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha esortato paesi e singoli individui a fare di più per proteggere le api e gli altri impollinatori per non rischiare un brusco calo della diversità alimentare.
Le api sono gravemente minacciate dagli effetti combinati del cambiamento climatico, dell’agricoltura intensiva, dei pesticidi, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento.
In Slovenia, per la cerimonia ufficiale, il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha affermato che i paesi devono passare a politiche e sistemi alimentari più favorevoli agli impollinatori e più sostenibili.
“Non possiamo continuare a concentrarci sull’aumento della produzione e della produttività basandoci sull’uso diffuso di pesticidi e di sostanze chimiche che minacciano le colture e gli impollinatori“, ha affermato Graziano da Silva. “Ora dobbiamo trasformare le nostre parole in azioni e intraprendere misure specifiche per tutelare le api e gli altri impollinatori. Prenderci cura della loro sopravvivenza significa tutelare la nostra stessa sopravvivenza” ha sottolineato Dejan Židan Ministro dell’Agricoltura, delle Foreste e dell’Alimentazione della Slovenia.
Oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipendono in una certa misura dall’impollinazione per resa e qualità. L’assenza di api e di altri impollinatori eliminerebbe la produzione di caffè, mele, mandorle, pomodori e cacao, per citare solo alcune delle colture che si basano sull’impollinazione.
“Ognuno di noi ha una responsabilità individuale nei confronti della protezione delle api e dovremmo tutti fare scelte rispettose degli insetti impollinatori“, ha aggiunto Graziano da Silva. “Anche la crescita dei fiori a casa per nutrire le api contribuisce a questo sforzo“.
Impollinatori, come api, api selvatiche, uccelli, pipistrelli, farfalle e coleotteri volando, saltano e strisciano sui fiori aiutando le piante a fertilizzarsi. Il numero e la diversità degli impollinatori sono diminuiti negli ultimi decenni e le prove indicano che il declino è principalmente conseguenza delle attività umane, compreso il cambiamento climatico, che possono interrompere le stagioni di fioritura.
Le pratiche agricole sostenibili, in particolare l’agro-ecologia, possono aiutare a proteggere le api riducendo l’esposizione ai pesticidi e contribuendo a diversificare il paesaggio agricolo.
“Attraverso l’agro-ecologia, la FAO cerca di ottimizzare le interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente. Le innovazioni sono necessarie e devono basarsi sulla creazione di conoscenza, dove la scienza si combini con le conoscenze e le esperienze locali, come un processo sociale “, ha affermato Graziano da Silva.
Con l’Organizzazione mondiale della sanità, la FAO ha anche sviluppato il Codice di condotta internazionale sulla gestione dei pesticidi. Ciò fornisce un quadro delle migliori pratiche che possono aiutare a ridurre l’esposizione degli impollinatori ai pesticidi.
La cerimonia ufficiale per la prima Giornata mondiale delle Api si è tenuta nel villaggio sloveno di Breznica, 50 chilometri a nord-ovest della capitale, con il patrocinio del presidente sloveno Borut Pahor. Breznica è il luogo di nascita nel 1734 di Anton Janša, un apicoltore e un pioniere dell’apicoltura moderna. Il suo compleanno, il 20 maggio, è stato scelto per essere segnato ogni anno come la Giornata Mondiale delle Api
La Slovenia, con la FAO, è stata determinante nello stabilire la giornata internazionale attraverso una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvata lo scorso anno all’unanimità, con il sostegno di Apimondia, la Federazione internazionale delle associazioni di apicoltori, dell’Associazione degli apicoltori sloveni e del Ministero sloveno dell’Agricoltura, delle Foreste e dell’Alimentazione.
Fonte: FAO
Corso di Formazione Micologica per il rilascio del tesserino per la raccolta dei funghi L.R.32/98

E’ pronto a decollare il partenariato dell’UE sulle api. Tutti i portatori di interesse coinvolti nel progetto hanno infatti messo a punto un quadro di azione che potrebbe rivoluzionare la raccolta e la condivisione di dati sulla salute delle api nell’UE.
La proposta di avviare il partenariato è l’esito più importante di un simposio organizzato nel 2017 dall’EFSA nell’ambito della Settimana delle api e dell’impollinazione del Parlamento europeo. Da allora un gruppo di portatori d’interesse ha lavorato per concordare i termini del mandato che guiderà il lavoro del partenariato.
Il gruppo, composto da rappresentanti di associazioni di apicoltori, organizzazioni ambientaliste, associazioni di agricoltori, industrie fitosanitarie e veterinarie, nonché valutatori del rischio, scienziati e veterinari, è stato coordinato dall’EFSA.
Bernhard Url, direttore esecutivo dell’EFSA, ha commentato: “Quale modo migliore per celebrare la prima Giornata mondiale internazionale delle api se non condividere l’entusiasmante notizia che il partenariato UE sulle api è diventato realtà? La salute delle api è una questione che all’EFSA sta molto a cuore. Sin dal 2015 la nostra equipe MUST-B ha lavorato per sviluppare un approccio alla valutazione dei rischi per le api che tenga conto di tutti i principali fattori di stress. Una raccolta armonizzata dei dati è assolutamente fondamentale per il successo di questo progetto“.
Obiettivo del partenariato UE sulle api è migliorare la raccolta, la gestione e la condivisione dei dati e contribuire così allo sviluppo di un approccio olistico alla valutazione della salute delle api in Europa e fuori. Inizialmente si concentrerà sui seguenti punti:
I membri del gruppo di portatori d’interesse presenteranno il mandato del partenariato UE sulle api alla Settimana europea delle api e dell’impollinazione di quest’anno.
Fonte: Efsa
| Avviata la campagna annuale per la prevenzione degli avvelenamenti provocati dal consumo dei funghi spontanei. Ne parla Alessandro Iori. |
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Palesrina. Molte persone si improvvisano raccoglitori di funghi o consumano funghi raccolti da amici o conoscenti “fidati”.
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Si chiama Vespa Orientalis, ma tra gli apicoltori è nota come “killer delle api”. Ed è stata ritrovata in porto, grazie proprio a rimorchiatore appassionato di apicoltura associato all’Alpa ((Associazione Ligure Produttori Apistici Miele) che l’ha riconosciuta e ha subito dato l’allarme.
A differenza della vespa velutina, altro calabrone che rappresenta un grande pericolo per le api ma che è stata di fatto introdotta “artificialmente” in Europa dall’estero, la orientalis è diffusa in Asia, Medio Oriente, Nord Africa e Sud Est Europeo, ma è una specie presente in modo naturale anche nell’Italia meridionale, in particolare in Sicilia, dove attacca gli alveari ed è in grado di provocare molti danni all’apicoltura.
Proprio come gli altri calabroni, la Vespa orientalis spesso si sposta da una zona all’altra sfruttando l’uomo e il trasporto delle merci soprattuto via mare: porti e in generale aree di transito sono vere e propri “varchi d’ingresso” per queste specie, come dimostra il recente ritrovamento a Genova e alcune precedenti segnalazioni nel Lazio e a Valencia, in Spagna.
L’esemplare è stato intercettato anche grazie alle campagne informative e ai sistemi di monitoraggio stabiliti a livello regionale per combattere l’invasione della vespa velutina: Andrea Valle, il rimorchiatore che per primo ha notato la orientalis, l’ha subito intercettata e fotografata per consentire ai ricercatori e agli entomologi impegnati nei progetti Life Stopvespa e Stopvelutina una valutazione, consentendo un’identificazione certa.
La speranza, ora, è che si tratti di un esemplare isolato e che non siano presenti nido: «Si consiglia e richiede alle persone di installare bottiglie trappola come effettuato per la Vespa velutina, per monitorarne l’eventuale presenza, prestando particolarmente attenzione ad individui sospetti – è l’appello di AlpaMiele – A un occhio poco allenato i calabroni e le vespe possono sembrare tutte uguali, ma hanno caratteristiche precise che le distinguono; per aiutare l’identificazione, è necessario fotografare gli esemplari ed eventualmente conservarli in freezer per successive verifiche da parte degli studiosi».
Le segnalazioni vanno inviate a 800 445445 (Numero Verde Regione Liguria) e 335 6673358 (LIFE STOPVESPA).
genovatoday – 20 maggio 2018
Il 24 maggio p.v. presso l'Ispettorato Micologico di Monterotondo sito in Via Monte Grappa, 60 inizierà il Corso di Micologia valido per il rilascio del tesserino regionale per la raccolta dei funghi epigei spontanei - Legge Regionale del Lazio n. 32/98.
Giorni ed orario delle lezioni
Lunedì 24 maggio ore 17.00
Mercoledì 26 maggio ore 17.00
Venerdì 28 maggio ore 17.00
Lunedì 31 maggio ore 17.00
Venerdì 4 giugno ore 17.00
Lunedì 7 giugno ore 17.00
Per informazioni rivolgersi all’Ispettorato Micologico A.S.L. Roma G di Monterotondo Via Monte Grappa, 60 tel. 0690093510/560 oppure: Micologo Virginio Federici tel. 3494559035 Micologo Settimio Frappetta tel. 3382162822

Le api che ciclicamente scompaiono dalle campagne non costituiscono un mistero, né un fenomeno insondabile, ma sono le vittime dell’attività umana legata all’agricoltura. In particolare all’uso illecito di sostanze come i neonicotinoidi nella coltivazione del mais. I danni per l’ecosistema sono gravissimi perché spariscono intere specie animali proprio nelle zone a ridosso dei fondi agricoli. Quello che sembra essere molto più di un sospetto, come dimostra anche la messa al bando votata pochi giorni fa dall’Unione Europea di tre insetticidi dannosi, ha portato a Udine a una clamorosa iniziativa giudiziaria. Il sostituto procuratore Viviana Del Tedesco, che da un paio di anni sta conducendo un’inchiesta per inquinamento e disastro ambientale in agricoltura, ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo di 17 proprietà agricole disseminate nella provincia, con l’inibizione delle coltivazioni con neonicotinoidi e l’eliminazione delle colture in corso, dove queste sostanze siano state utilizzate.
La richiesta, controfirmata dal procuratore Antonio De Nicolo, è stata accolta dal gip Daniele Faleschini Barnaba. L’altra mattina numerose squadre del Corpo Forestale Regionale (Noava) hanno cominciato a notificare i provvedimenti a 38 persone che risultano indagate di violazione dell’articolo 452 bis per aver cagionato abusivamente una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili di un ecosistema e della biodiversità della fauna in generale. Una situazione che non sembra circoscritta al Friuli, ma che riguarderebbe anche altre regioni, a partire dal Veneto, dove gli apicultori sono parti lese, avendo visto i propri alveari falcidiati dalla moria.
Il gip ricorda le normative europee e nazionali che disciplinano l’utilizzo in agricoltura delle sostanze antiparassitarie neonicotinoidi. È dal 2008 che un decreto ministeriale ha sospeso le autorizzazioni di impiego per la concia di sementi dei prodotti fitosanitari con clothianidin, thiamethoxarn e imidacloprid. Il provvedimento “veniva adottato a seguito degli anomali spopolamenti di alveari verificatisi nella primavera del 2008 in varie regioni dell’Italia settentrionale: Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”. Ma ci sono anche regolamenti e direttive della comunità europea (2010 e 2013) che vietano l’uso e la vendita di sementi conciate con prodotti fitosanitari, “un pericolo acuto per le api”.
IL DOCUMENTO Scrive il giudice: “Queste sostanze utilizzate in agricoltura quali insetticidi e antiparassitari nella concia delle sementi e sul fogliame agiscono sistemicamente su svariati organismi viventi con un’azione assai tossica su invertebrati tra cui numerosi insetti come libellule, cavallette, formiche, farfalle, lucciole, coccinelle, api e bombi”. Adesso capiamo perché le lucciole (tanto care a Pasolini) sono scomparse dai nostri giardini. Particolarmente dannosi sono “gli effetti dei principi attivi sul sistema nervoso degli insetti pronubi, cioè impollinatori, e soprattutto degli imenotteri quali le api selvatiche e da miele”. Perdono l’orientamento e non trovano più la via dell’alveare, che rimane così privo di rifornimenti. Le indagini del Corpo forestale regionale sono nate da esposti di apicultori, a causa “della moria di api e pergli anomali spopolamenti degli alveari in corrispondenza con i periodi e con i territori di utilizzo di queste sostanze”. L’impollinazione, ricorda il gip, è “una funzione ecologica di primaria importanza, insostituibile”. L’inchiesta ha collegato aziende agricole e alveari. Ad esempio “si è accertato in più località un anomalo e non altrimenti spiegabile depauperamento delle api presenti negli alveari. A Basillano e Bicinicco, in concomitanza con le vicine coltivazioni di mais conciato, si è rilevata in 400 arnie nel periodo da marzo a giugno 2016 la riduzione della popolazione di api da miele da circa 60.000 per amia a 10.000-20.000, le quali riuscivano stentatamente a produrre il miele per il proprio sostentamento”.
L’INQUINAMENTO Azzerata la produzione di miele, anzi per evitare l’estinzione gli apicultori erano stati costretti ad aumentare le api sopravvissute. Secondo quanto accertato dall’inchiesta, “in molti casi gli apicoltori avevano trasferito le api in zone sicure, perché l’utilizzo di macchine seminatrici pneumatiche solleva grandi quantità di polveri in cui sono contenute particelle di sementi conciate con le sostanze tossiche. Tali polveri si diffondono nell’aria e si depositano direttamente sulle api oppure sui fiori e nelle aree di sosta degli insetti”. In aggiunta, il fenomeno della “guttazione” fogliare del mais: l’acqua inquinata contenuta nelle piante viene bevuta dagli insetti che muoiono. Oltre che sul sequestro di sostanze proibite, l’inchiesta si basa su una consulenza tecnica che il pm ha affidato al dottor Mauro De Paoli dell’ente regionale per lo sviluppo agricolo del Friuli Venezia che ha confermato la correlazione tra neonicotinoidi e moria di api.
Giuseppe Pietrobelli – Il Gazzettino – 4 maggio 2018
Con i primi tepori primaverili si risveglia anche la Vespa velutina o Calabrone asiatico, un insetto alieno invasivo originario dell’Asia sud-orientale predatore di api e altri impollinatori che provoca gravi danni all’apicoltura e alla biodiversità...[leggi tutto]
CORSO DI MICOLOGIA
VALIDO PER IL RILASCIO DEL TESSERINO REGIONALE PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI L.R.32/98
ORARIO INIZIO LEZIONI : 18,00 – costo 25,82 euro (max n° 50 persone)
info: Ispettorato micologico ASL Roma G c/o CAR Centro Agroalimentare Roma
tel. 06 60501244 (dalle 8,00 alle 18,00) e - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I deputati esortano l’UE e gli Stati membri a investire maggiormente nella protezione della salute delle api, nella lotta contro l’adulterazione del miele e nel sostegno agli apicoltori.
L’ UE ha bisogno di una strategia ad ampio raggio e a lungo termine per migliorare la salute delle api e ricostruire la popolazione apicola, afferma il Parlamento in una risoluzione non legislativa approvata giovedì con 560 voti in favore, 27 voti contrari e 28 astensioni.
A questo fine, gli eurodeputati chiedono:
Rafforzare il sostegno agli apicoltori e promuovere i prodotti apicoli
L’UE dovrebbe aumentare il bilancio dei programmi nazionali di apicoltura del 50% e istituire un regime di sostegno specifico per gli apicoltori nell’ambito della politica agricola comune per il periodo successivo al 2020. Inoltre, dovrebbe essere introdotto un indennizzo per la perdita di colonie di api.
Gli Stati membri dovrebbero fare di più per informare il pubblico, in particolare i bambini, dei benefici del consumo di miele e degli usi terapeutici dei prodotti delle api.
Fermare le importazioni di finto miele
Per garantire che il miele importato rispetti gli elevati standard dell’UE, è necessario armonizzare le ispezioni alle frontiere e i controlli sul mercato unico, e rendere più rigorosi tutti i requisiti in materia di tracciabilità. Inoltre la Commissione dovrebbe sviluppare procedure di analisi di laboratorio più efficaci e gli Stati membri dovrebbero prevedere sanzioni più severe per i trasgressori.
Il miele e i prodotti dell’apicoltura, infine, dovrebbero essere considerati “prodotti sensibili” nei negoziati commerciali con i Paesi terzi, o addirittura essere completamente esclusi dai trattati di libero commercio.
Il relatore Norbert Erdős (PPE, HU) ha dichiarato: “Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere il nostro miele e le nostre api; il 76 % della produzione alimentare europea dipende dall’impollinazione e quindi le api sono indispensabili per la nostra sicurezza alimentare. Oggi il Parlamento ha proposto una strategia di sopravvivenza per le nostre api e i nostri apicoltori e un piano per aumentare la trasparenza per i nostri consumatori, sostituendo l’attuale etichetta “Miscela di mieli UE e non UE”, fuorviante e quindi inaccettabile, con una chiara indicazione dei paesi da cui provengono i mieli, comprese le percentuali di diversi tipi di miele utilizzati nel prodotto finale. Ora è giunto il momento che la Commissione europea e i governi nazionali mettano in atto le nostre proposte affinché le nostre api e i nostri apicoltori possano tornare a prosperare “.
Contesto
Con circa 600.000 apicoltori (di cui più o meno 50.000 in Italia) che producono circa 200.000 tonnellate di miele all’anno, l’UE è il secondo produttore mondiale di miele dopo la Cina.
I maggiori produttori europei nel 2016 sono stati Romania, Spagna e Ungheria, seguiti da Germania, Italia e Grecia.
L’UE importa 200.000 tonnellate di miele, principalmente da Cina, Ucraina, Argentina e Messico. I test effettuati dal Centro comune di ricerca della Commissione hanno dimostrato che il 20% dei campioni prelevati alle frontiere esterne dell’UE o presso gli importatori non è conforme alle norme europee.
Fonte: Parlamento europeo
La Regione Lazio, con delibera n. 543 del 20 luglio 2009, ha individuato l'Ispettorato Micologico della ASL Roma G quale struttura tecnica di riferimento regionale che costituisca supporto di esperienza scientifica e tecnica nel settore per tutti i centri di controllo micologico. All'uopo, l'Ispettorato Micologico della ASL Roma G si avvale per le indagini micologiche complesse del laboratorio micologico istituito all'interno della stessa azienda USL.
Non posso non essere fiero del risultato raggiunto da parte degli ispettori micologi che in questi ultimi anni si sono prodigati sia nell'attività di controllo e verifica, quanto nell'altrettanto indispensabile opera di educazione, formazione e promozione dell'interesse dei cittadini sul tema dei funghi.
Il loro impegno, specie nell scuole e durante gli allestimenti di mostre pubbliche, non poteva non essere riconosciuto dalle Autorità Regionali e Provinciali, dalle quali ci aspettiamo un ulteriore supporto anche materiale.
Personalmente - contando anche sul fatto della presenza del laboratorio all'interno del Car (mercati generali di Roma), quindi a diretto confronto con gli arrivi delle varie specie fungine da ogni parte d'Europa e non solo - ritengo di aver bene agito nel sostenere gli ispettori micologi nella loro attività: non è stato tempo sprecato.
Ed un grazie anche alla sensibilità della Regione e dei Consiglieri che hanno caldeggiato l'iniziativa che, per quanto ampiamente motivata, non era per nulla garantita.
La delibera è stata inviata a tutti i Direttori generali di ASL e dei Centri Antiveleno del Lazio.
A tutti buon lavoro e ancora grazie.
Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dr. Vladimiro Perretta
L’Unione europea è il secondo produttore di miele al mondo dopo la Cina. Ogni anno circa 600.000 apicoltori producono 250.000 tonnellate di miele usando 17 milioni di arnie.
Tuttavia la produzione non riesce a soddisfare la domanda interna di miele. L’UE ha importato circa 200.000 tonnellate di miele nel 2016, soprattutto dalla Cina.
Rispetto ai concorrenti, gli apicoltori dell’UE affrontano costi di produzione molto alti e quindi le -limitate- esportazioni di miele sono più care di quando costino le importazioni. Nel 2016, ad esempio, in media un chilo di miele importato costava €2,23 mentre un chilo di miele europeo esportato verso paesi terzi costava €5,69.
La salute delle api, una sfida per tutto il settore
Anche se il settore dell’apicoltura ha dimensioni ridotte nell’UE ha comunque un’importanza estrema per l’agricoltura e la biodiversità, perché la api impollinano le piante.
Malattie, agricoltura intensiva, esposizione a sostanze chimiche nocive, perdita degli habitat naturali e condizioni climatiche avverse minacciano seriamente la capacità produttiva delle arnie.
Proteggere le api e i produttori di miele
Il Parlamento europeo chiede alla Commissione europea e agli stati membri nuove azioni per proteggere le api e aiutare gli apicoltori. Gli eurodeputati chiedono che ci sia una migliore protezione delle varietà di api, un maggiore sostegno finanziario agli apicoltori, un divieto di usare pesticidi e azioni concrete contro le importazioni di miele contraffatto.
La relazione del deputato ungherese Norbert Erdos (Partito popolare europeo) viene dibattuta il 28 febbraio, la plenaria vota sull’argomento il 1° marzo.
Fonte: Parlamento Europeo
I dati per l’infografica sono stati tratti dal documento della Commissione Europea Honey Market Presentation
L’Ispettorato micologico della ASL Roma G ha organizzato per i mesi di settembre e ottobre, due corsi di micologia validi per il rilascio del tesserino regionale obbligatorio per la raccolta dei funghi.
Le date di inizio, gli orari e i recapiti telefonici per informazioni sono visibili sullo spazio dell’Ispettorato micologico nel sito ASL Roma G
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2009 - CORSI DI FORMAZIONE MICOLOGICA PER IL RILASCIO DEL TESSERINO PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI L.R.32/98 |
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| SEDE | INIDIRIZZO | ORARI LEZIONI | INFO |
| COLLEFERRO | Via degli Esplosivi 9 | 5-6-7-8-9 ottobre 2009 ore 18.00 | 335 87 24 448 |
| TIVOLI | Via Tiburtina 117 | 14-16-18-21-23-25 settembre 2009 | 349 07 91 508 |
| La prenotazione è obbligatoria. Il costo di iscrizione è di 25,82 euro. Tutte le informazioni saranno date nel corso della prima lezione. | |||
Risoluzione del Parlamento europeo del 1° marzo 2018 sulle prospettive e le sfide per il settore dell'apicoltura dell'UE (2017/2115 (INI))...[leggi tutto]
Mostra Micologica Regionale "I funghi del Lazio"
29-30 novembre/1 dicembre

Con nota del primo febbraio 2018 il direttore generale Sanità animale del Minsalute, Silvio Borrello, ha trasmesso agli assessorati alla Sanità delle Regioni e ai servizi veterinari il piano di sorveglianza nazionale per Aethina tumida per il 2018.
Il piano di sorveglianza nazionale per Aethina tumida effettuato nel corso del 2017, si legge nella nota, ha permesso di rilevare la persistenza di questo coleottero infestante nella Provincia di Reggio Calabria in apiari, nuclei sentinella e sciami selvatici.
Sulla base di tali evidenze si ritiene opportuno prorogare il piano per il 2018 al fine di monitorare l’andamento della situazione epidemiologica sull’intero territorio nazionale.
Il piano come per gli anni precedenti si compone di due fasi; la prima prevede controlli in apiari individuati con criteri random mentre la seconda controlli in apiari individuati sulla base del rischio.
Sono previsti anche controlli nei laboratori di smielatura che ricevono melari da territori extra regionali.
Come già sottolineato in precedenza l’attività di sorveglianza risulta fondamentale per valutare i rischi di diffusione e mettere in atto appropriate misure di controllo.
A tale riguardo è necessario sottolineare che nonostante il permanere di Aethina tumida in Calabria la commercializzazione di materiale vivo verso altri territori comunitari è proseguita grazie in particolare all’attività di sorveglianza ritenuta dalla Commissione europea e dagli altri Stati membri essenziale per operare scambi di materiale vivo con un certo margine di sicurezza.
Ciò premesso si allega il piano di sorveglianza nazionale previsto per il 2018 evidenziando l’importanza che lo stesso venga portato a termine secondo modalità e tempi previsti.
Si chiede infine di inviare i dati secondo le tempistiche previste alla DGSAF e al centro nazionale di referenza per l’apicoltura presso l’IZS delle Venezie al fine di consentire una corretta rendicontazione dell’attività svolta.
15 febbraio 2018
Uso responsabile del farmaco veterinario in Apicoltura
Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - Legge di delegazione europea 2015
Disposizioni nazionali per l'attuazione del regolamento (UE) n. 115112012 e del regolamento delegato (UE)Disposizioni nazionali per l'attuazione del regolamento (UE) n. 115112012 e del regolamento delegato (UE)n. 665/2014 sulle condizioni di utilizzo dell'indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna».
Dopo aver colonizzato metà della Liguria, diffondendosi anche in Piemonte, Veneto e Lombardia, il calabrone asiatico è comparso in una quinta regione, la Toscana. Un esemplare adulto di velutina è stato trovato infatti a 150 chilometri circa dall’area di infestazione, nel cuore della Versilia: a Pietrasanta, in provincia di Lucca.
Il calabrone asiatico è stato individuato il 26 giugno dall’apicoltore Teodoru Miscoci, mentre volava in un apiario posto in un uliveto all’interno di una zona prevalentemente rurale. L’insetto è stato poi raccolto dal veterinario Enrico D’Addio, specializzato in patologia apistica e apidologia generale, ed è stato identificato da Antonio Felicioli del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, referente locale della rete scientifica di Stop Velutina.
L’arrivo dell’insetto, anche se non implica che vi siano colonie nell’area, ha provocato la massima allerta in Toscana. Nella Regione è attiva la rete di monitoraggio di Stop Velutina coordinata dall’Università di Firenze – grazie al progetto ALIEM (Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020) – e realizzata in collaborazione con il CREA e gli apicoltori di ToscanaMiele, di ARPAT (Associazione regionale produttori apistici toscani) e di AAPT (Associazione apicoltori delle province toscane).
Sono stati intensificati i controlli nella rete toscana degli apiari sentinella, tutti provvisti di trappole anti-vespa. L’esemplare di calabrone asiatico è conservato presso l’Università di Pisa.
Il 29 giugno, nel medesimo apiario di Pietrasanta (LU) dove era stata trovata una velutina, una trappola anti-vespa ha catturato un secondo esemplare di calabrone asiatico. La notizia fa dedurre purtroppo che ci si trovi in presenza di una colonia di Vespa velutina e non di esemplari isolati trasportati passivamente dall’uomo.
Originaria dell’Estremo Oriente, la “vespa velutina” è arrivata anche in Toscana: uccide le api facendo notevoli danni per alveari. Monitoraggio stretto e indicazioni a apicoltori da Regione.
Un monitoraggio stretto per individuare per tempo la comparsa dell’insetto e direttive operative agli apicoltori, in particolare delle zone della Versilia e di Massa Carrara, ma estesa anche alle province di Grosseto, Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno e Prato. La Regione Toscana si mobilita contro la vespa velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico. Originaria dell’estremo oriente (Cina del sud, India del nord, penisola indocinese, arcipelago indonesiano), la velutina era sconosciuta in Europa fino al 2004, anno in cui fu avvistata per la prima volta in Francia. Si tratta di un temibile predatore delle nostre api che, in pochi anni, si è diffuso in in quasi tutta la Francia, penetrando anche in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania, dimostrando la sua capacità di fare notevoli danni. Dal 2012 è presente anche in Italia, penetrata in Liguria dal confine francese e lo scorso anno è stata segnalata anche in Veneto.
Nel corso di un incontro svoltosi qualche giorno fa a Camaiore (dove erano stati rilevati due esemplari del temibile calabrone), in accordo con la Regione, sono state date indicazioni tecniche agli apicoltori: posizionare trappole, fare controlli settimanali sulle trappole, contattare gli esperti in caso di ritrovamenti o sospetti (scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).Simile al nostro calabrone, ma di dimensioni inferiori, la specie asiatica si distingue per essere più scura, per avere una banda giallo-arancione verso il pungiglione e una stretta linea gialla più chiara vicino al vitino di vespa. Le estremità delle zampe sono colorate di giallo.
Se il danno principale è quello operato nei confronti degli alveari, la vespa velutina, uccidendo le api che sono fra i principali insetti impollinatori, rischia di turbare l’equilibrio dell’intero ecosistema.
La puntura del ‘calabrone asiatico’ può essere dolorosa e molto pericolosa, sia per l’uomo che per gli animali.
La puntura di questo calabrone può, inoltre, essere dolorosa e molto pericolosa, sia per l’uomo che per gli animali. Dopo la riunione del 30 giugno, a Camaiore sono state ritrovate due vespe in località Strettoia, rendendo necessario il monitoraggio di un perimetro che va dai 3-5 km di diametro.
Sito Stop Velutina – 4 luglio 2017
Il Ministero della Salute ha diffuso con la nota n. 14114 le linee guida 2017 per i trattamenti anti-varroa, redatte dal Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Come evidenzia la nota, la lotta efficace a questo parassita non può che passare per un forte coordinamento di tutti gli attori coinvolti nel settore, siano essi apicoltori, tecnici e veterinari aziendali, personale delle loro organizzazioni professionali, degli enti di ricerca in campo apistico, del Sistema sanitario nazionale e delle Regioni.
Ciascuna regione dovrà redigere piani in funzione delle proprie realtà produttive ed ecoambientali, ma tutti i piani debbano raggiungere almeno i seguenti obiettivi:
Varroatosi – Linee guida 2017 Nota del Ministero della Salute n. 14114/2017
Il miele ha tante proprietà benefiche e curative, ma se somministrato ai bambini sotto l’anno di età può causare il cosiddetto “botulismo infantile”
di Antonio Sorie - Presidente SIMeVeP
Gli antichi popoli ne avevano scoperto le numerose proprietà benefiche. Considerato “cibo degli dei”, ne facevano un largo uso in cucina e ne sfruttavano le proprietà curative utilizzandolo come unguento e nelle creme.
I BENEFICI: Toccasana per la pelle, eccezionale per la bellezza dei capelli, energetico, migliora la memoria, favorisce la crescita delle ossa, stimola le difese immunitarie, riduce l’ansia, calma la tosse, aiuta a ridurre il reflusso esofageo e risulta benefico per lo sviluppo della “buona” flora batterica intestinale. Semplicemente…il miele.
Prodotto dell’alveare, il miele nasce dall’attività delle api bottinatrici, un tipo di ape operaia che svolge il compito esclusivo di raccogliere il nettare, o la melata, dai fiori e dalle piante e trasportarlo nelle arnie dove le api giovani, passandoselo l’una all’altra, lo trasformano in miele arricchendolo e stoccandolo nelle celle dove verrà protetto e conservato da uno strato di cera.
I RISCHI PER I NEONATI: Proprio dall’attività instancabile e straordinaria delle api bottinatrici può arrivare però un rischio molto grave per i bimbi più piccoli. Le api, con la loro attività infatti, posandosi su varie superfici durante la loro attività di raccolta del nettare possono catturare le spore di “Clostridium botulinum”, microrganismo diffusissimo nell’ambiente e che normalmente non crea nessun problema. Le spore in condizioni favorevoli possono però produrre una tossina che ha effetti neurologici gravi generando una sindrome che viene chiamata “botulismo”.
Esistono varie forme di botulismo, quella più conosciuta è quella “alimentare”, dovuta all’ingestione di tossina preformata in alcuni tipi di alimenti, poi vi sono il “botulismo da ferita”, dovuto alla produzione di tossina da una ferita infetta, il “botulismo iatrogeno” causato da uno scorretto utilizzo della tossina in cosmesi od in terapia e, infine, vi è il cosiddetto “botulismo infantile”.
Si tratta di un’intossicazione riscontrabile in bambini dai 0 ai 12 mesi di età, ma più frequente dai 2 ai 6 mesi, provocata dalla tossina botulinica che può provocare una paralisi generale del corpo e quindi una paralisi respiratoria che può portare alla morte per soffocamento.
Quando le spore arrivano nell’intestino del neonato, dove non è ancora sviluppata la flora batterica, possono trovare terreno fertile per moltiplicarsi, produrre la tossina botulinica e sviluppare la malattia.
Gli adulti e i bambini più grandi, avendo una flora intestinale più complessa ed un transito intestinale più veloce, riescono ad espellere queste spore senza permettere loro di sviluppare la tossina.
Nell’intestino di un neonato, invece, vi è un ambiente praticamente sterile alla nascita ed è un ambiente favorevole allo sviluppo di tossina botulinica dalle spore accidentalmente ingerite.
Le spore di Clostridium botulinum sono diffusissime ed hanno la capacità di resistere a lungo nell’ambiente tanto che il maggior veicolo di botulismo infantile è la polvere.
Le spore di Clostridium botulinum, cosi come resistono per lungo tempo nell’ambiente, possono resistere per lungo tempo nel miele prodotto dalle api che, raccogliendo il nettare da fiori e piante, possono trasportare spore di Clostridi all’interno dell’alveare e quindi nel miele.
I casi di botulismo infantile fortunatamente non sono molti ma l’Italia da sola ha fatto registrare la metà dei casi di botulismo infantile accertati nell’Unione Europea e considerato che il miele può facilmente essere eliminato dalla dieta, nonostante le innumerevoli proprietà benefiche, è bene evitare il rischio per i neonati.
In alcuni Paesi Europei è stata disposta l’indicazione in etichetta di evitare il consumo di miele da parte dei neonati e la Commissione Ue lascia ai singoli Stati membri la possibilità di decidere in merito alle indicazioni in etichetta del rischio per i neonati.
Prima di proporre l’obbligo di indicazioni in etichetta in Italia si è deciso che sull’argomento vada prima lanciata una apposita campagna di sensibilizzazione e di informazione che arrivi a tutti i consumatori senza allarmismi ingiustificati.
Nessuna demonizzazione di questo prezioso alimento dunque, ma così come è fortemente consigliato nell’alimentazione di bambini sopra l’anno di età e degli adulti consigliamo fortemente di evitare di somministrare il miele ai bimbi al di sotto dell’anno di età.
Il ciuccio intinto nel miele? No grazie.
La Vespa velutina è stata segnalata per la prima volta in Europa nel 2004, probabilmente introdotta con merci di origine cinese. Dopo il primo rilevamento in Aquitania (Francia), si è diffusa in pochi anni in quasi tutta la Francia, penetrando anche in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania, dimostrando la sua capacità di causare notevoli danni. La sua presenza in Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2013.
Di seguito sono riportate informazioni che riguardano la diffusione della Vespa velutina in Italia e in Europa, così come materiali per identificare il calabrone asiatico e approfondire la problematica.
Aggiornamenti
26/04/2017 – Il 25 aprile 2017 a Fregiécourt nel Cantone Giura, al confine settentrionale con la Francia, è stata segnalata per la prima volta la presenza di Vespa velutina in Svizzera. Gli apicoltori sono stati avvisati di informare tempestivamente l’autorità competente in caso di avvistamenti di calabroni sospetti per permetterne la corretta identificazione.
31/01/2017 – Il 29 gennaio 2017 è stato ritrovato un nido di Vespa velutina (foto) nel comune di Bergantino (RO). Il nido si trovava su un carpino a circa 8 metri di altezza e a meno di un chilometro dall’apiario dove l’estate scorsa è stata segnalata la presenza della vespa. A differenza di quanto ipotizzato, la regina non aveva fondato la sua colonia nell’area golenale del Po, ma verso il centro abitato. Il nido, di dimensioni eccezionali (70 X 40 cm circa) è stato avvistato solo ora dopo la completa caduta delle foglie. All’interno sono state trovate molte larve di calabrone non sfarfallate. Le regine fuoriuscite molto probabilmente stanno svernando nell’area.
07/12/2016 – Il calabrone asiatico Vespa velutina è stato trovato nel comune di Bergantino, in provincia di Rovigo, al confine con la Lombardia e a 15 chilometri da quello con l’Emilia-Romagna.
Nel corso di un sopralluogo effettuato il 29 novembre presso un apiario di Bergantino (Rovigo), sono stati individuati nelle trappole 15 esemplari di V. velutina. Il sopralluogo è stato effettuato da apicoltori dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto e ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Bologna e Firenze, dell’ASL 19 e del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Il comune di Bregantino si trova a 300 km dall’area di infestazione localizzata nel ponente ligure. A ottobre il calabrone è comparso anche in provincia di Cuneo (Pianifei) e in provincia di Torino (Vicoforte Mondovì, Rivoli). Prima d’ora non era mai stata trovata così lontano dalla zona in cui la presenza era già nota.
Un riscontro eccezionale se si considera che le informazioni provenienti dalla Francia, il cui territorio è quasi completamente infestato da questo insetto alieno, indicano un avanzamento potenziale di 100 km all’anno. A seguito di questo rilevamento nel Nord Est dell’Italia si sottolinea la necessità di attivare e sostenere una rete di sorveglianza ufficiale in grado di intercettare l’avanzata di questo parassita e di mappare i territori via via interessati dalla sua presenza.
Fonte IzsVe – 28 aprile 2017
Al Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, Sezione di Sicurezza alimentare, è stato chiesto di esprimere un parere sull’eventuale rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato ad un eventuale utilizzo futuro di farmaci contenenti antibiotici nelle api per la terapia di malattie batteriche e fungine.
Attualmente, sottolinea il Cnsa in conclusione dell’articolato parere pubblicato dal ministero della Salute, non si dispone di elementi e dati scientifici sufficienti per valutare quanto l’eventuale presenza di residui di antibiotici nel miele possa realmente contribuire ad una pressione selettiva per fattori di resistenza in batteri commensali dell’intestino umano; altresì, i dati disponibili sono insufficienti per esprimere un parere esaustivo di valutazione del rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato all’utilizzo di farmaci contenenti antibiotici in apicoltura. In tutta l’Unione europea, la decisione di trattare le api con antibiotici viene presa dal veterinario che, se lo ritiene, può prescrivere, sotto la propria responsabilità, farmaci contenenti antibiotici.
Pertanto, la Sezione di sicurezza alimentare del Cnsa suggerisce lo svolgimento di un ampio studio di campo riguardante l’impiego di antibiotici in apicoltura; questo allo scopo di valutare alcuni principi attivi antimicrobici nei confronti delle malattie delle api e la loro applicazione con impiego di specifiche tecniche apistiche per garantire la salute delle api e la salubrità dei prodotti dell’alveare.
Fonte: Ministero della Salute – 6 aprile 2017